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Comprendere i report Google Ads: qual è un buon CTR / CPC / Tasso di conversione?

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Google Ads (in precedenza Google AdWords) fornisce agli inserzionisti una quantità significativa di dati relativi alle loro campagne PPC (Pay Per Click), come ad esempio:

  • CTR (Click-Through Rate), o percentuale di clic;
  • CPC (Cost Per Click) medio;
  • Tasso di conversione.

Ma come è possibile valutare le performance delle proprie campagne Google Ads? Quali sono dei buoni valori di CTR, CPC e Tasso di conversione?

In questo articolo riportiamo dati tratti da diverse fonti e presentiamo i risultati di una ricerca di Wordstream pubblicata ad aprile 2018 che ha analizzato 14.197 account Google Ads con campagne attive negli Stati Uniti in vari settori tra il 2017 e il 2018.

Qual è un buon CTR in Google Ads?

Analizzando diversi blog sull’argomento (come ad esempio quello di Hubspot e quello di Hanapin Marketing – PPC Hero) si nota che la maggior parte degli inserzionisti e delle agenzie considera buono un CTR medio del 2% nelle campagne Search; per quanto riguarda le campagne Display, si nota invece la tendenza a considerare buoni i CTR che si aggirano intorno allo 0,3%.

Per quanto riguarda la ricerca di Wordstream, le campagne statunitensi analizzate hanno registrato un CTR medio tra tutti i settori del 3,17% per le campagne Search (rete di ricerca) e dello 0,46% per le campagne Display.

Per quanto riguarda la rete Search, le performance migliori sono state registrate dai settori “Incontri e annunci personali” e da quello “Viaggi e ospitalità” (con valori che si aggirano tra il 5 e il 6%), mentre i dati peggiori riguardano i settori “Tecnologia”, “B2B” e “Servizi ai consumatori” (intorno al 2%).

Per quanto riguarda la rete Display, le performance migliori sono state registrate dal settore “Immobiliare” (1,08%) mentre i dati peggiori riguardano il settore “Tecnologia” (0,39%).

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Oltre al settore in cui si opera, per valutare il CTR della propria campagna Search è importante considerare anche il tipo di corrispondenza usato per le keyword: una parola chiave in corrispondenza generica molto probabilmente registrerà un CTR inferiore rispetto ad una keyword in corrispondenza esatta.

Qual è un buon CPC in Google Ads?

È difficile individuare un CPC medio che possa essere considerato buono per qualsiasi campagna Google Ads, in quanto ogni inserzionista deve valutare se il Costo per Click delle keyword è in linea con i propri obiettivi in termini di costo massimo per conversione.

Le campagne negli Stati Uniti analizzate da Wordstream hanno registrato un CPC medio di 2,69$ per la rete Search e di 0,63$ per la rete Display.

Per quanto riguarda la rete Search, i valori più alti sono stati raggiunti dai settori “Servizi ai consumatori” e “Legale” (intorno ai 6,5 dollari), mentre i valori più bassi sono stati raggiunti dal settore “Advocacy” e “E-commerce” (tra 1 e 1,5 dollari).

Per quanto riguarda la rete Display, i valori più alti sono stati raggiunti dal settore “Incontri e annunci personali” (1,49$), mentre tutti gli altri settori hanno registrato CPC medi inferiori al dollaro.

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Ulteriori dati interessanti sui CPC in Google Ads vengono evidenziati da una ricerca svolta da SEOZoom: lo studio ha portato alla creazione di un elenco delle keyword più costose in Google Ads per il 2016 e ha dimostrato che il CPC medio annuo di alcune keyword ha raggiunto addirittura i 47 euro (la parola chiave più costosa del 2016 è stata “casino online”, con un CPC medio annuo di 47,62€).

Qual è un buon Tasso di conversione in Google Ads?

Come si legge in diversi blog sull’argomento, la maggior parte delle campagne Google Ads di successo registra tassi di conversione che si aggirano tra il 2% e l’8%, a seconda del settore di riferimento e dell’azione di conversione.

Le campagne negli Stati Uniti analizzate da Wordstream hanno registrato un Tasso di conversione medio del 3,75% per la rete Search e dello 0,77% per la rete Display.

I migliori tassi di conversione su rete Search sono stati registrati dai settori “Incontri e annunci personali”, “Auto”, “Servizi ai consumatori” e “Legale” (dal 6 al 9,6%), mentre i valori peggiori sono stati raggiunti dal settore “Advocacy” (1,96%).

Il settore “Incontri e annunci personali” ha registrato il tasso di conversione migliore anche nella rete Display (3,34%), mentre i valori più bassi sono stati raggiunti dal settore “Prodotti per la casa”(0,43%).

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Alcuni valori medi sembrano essere aumentati rispetto al 2016, quando una ricerca di Compass riferita agli e-commerce aveva evidenziato un tasso di conversione medio delle campagne Google Ads dell’1,55%.

Chiaramente il proprio tasso di conversione su Google Ads va valutato in base non solo al settore in cui si opera, ma anche all’azione tracciata: il completamento di un acquisto online avrà una rilevanza maggiore rispetto alla semplice visualizzazione di una pagina strategica.

Riflessioni e strumenti utili

In questo articolo abbiamo cercato di riportare alcuni dati che gli inserzionisti possono usare come benchmark per valutare le performance della propria campagna Google Ads.

Segnaliamo di seguito alcuni strumenti utili per questo tipo di analisi:

  • per quanto riguarda le campagne Display, Google fornisce un tool molto interessante per confrontare i propri dati con i benchmark di Google Ads;
  • Wordstream ha invece creato una serie di strumenti per confrontare i dati delle proprie campagne Search e Display con quelli dei settori di riferimento.

Rimane comunque difficile individuare dei valori “buoni” in assoluto per qualsiasi campagna Google Ads: è importante ricordare sempre che la valutazione del proprio CTR, CPC e Tasso di conversione dipende da molti fattori come il settore di riferimento, il tipo di ricerca che si desidera intercettare, le azioni scelte come conversioni e i propri obiettivi in termini costo per conversione.

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