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Frequenza di rimbalzo troppo bassa in Google Analytics: cosa significa?

frequenza di rimbalzo analytics bassa o a zero

Nel momento in cui si analizza l’andamento di un sito web in Google Analytics, una delle metriche su cui viene posta molta (forse troppa) attenzione è la frequenza di rimbalzo (o bounce rate).

Se la tendenza è quella di esultare quando questo valore cala, troppo spesso ci si dimentica che anche una frequenza di rimbalzo troppo bassa (in genere sotto al 10%) deve essere considerata un campanello d’allarme: nella maggior parte dei casi, infatti, indica che Google Analytics non è stato implementato correttamente.

Vediamo insieme come comportarsi in questa situazione e come risolvere eventuali problemi di tracciamento.

Un veloce ripasso: cos’è la frequenza di rimbalzo?

Un rimbalzo è una sessione che attiva una sola richiesta al server Analytics. Per questo motivo:

  • una sessione con un’unica interazione (ad es. la sola visualizzazione di pagina) = rimbalzo;
  • una sessione con più interazioni (ad es. visualizzazione di 2 pagine, oppure visualizzazione di pagina + altra interazione dell’utente) = nessun rimbalzo.

La frequenza di rimbalzo (o bounce rate) può quindi essere definita come la percentuale di sessioni in cui l’utente ha visualizzato una sola pagina del sito ed è uscito senza intraprendere altre azioni.

Per questo motivo, una frequenza di rimbalzo elevata è assolutamente normale per siti one-page, blog o siti di news in cui ci si può aspettare sessioni di una sola pagina.

Frequenza di rimbalzo sotto al 10%: è davvero una buona notizia?

Il tuo Analytics registra una frequenza di rimbalzo bassissima, vicina allo zero? Considerando la definizione vista sopra, verrebbe naturale pensare che si tratti di un ottimo risultato per il tuo sito web e per le tue attività di marketing.

Purtroppo non è così: molto spesso, infatti, una frequenza di rimbalzo sotto al 10% indica un’implementazione non corretta di Analytics.

Le principali cause di questo problema possono essere:

  • l’invio di una doppia pageview (visualizzazione di pagina), causata dall’inserimento di un doppio codice di monitoraggio Analytics;
  • l’attivazione di un evento in contemporanea o subito dopo la pageview, anche se non si tratta di una reale interazione dell’utente.

Vediamo nel dettaglio gli step da seguire per individuare la causa del problema e per risolverlo.

1) Controlla che non venga inviata una doppia pageview all’inizio della sessione

La causa più comune di una frequenza di rimbalzo molto bassa è la presenza di un doppio codice di monitoraggio di Google Analytics nelle pagine, che comporta l’invio di una doppia pageview all’inizio della sessione.

Questo significa che, nel momento in cui l’utente accede al sito, vengono inviate 2 pageview ad Analytics invece di una sola: di conseguenza, la sessione non verrà considerata un rimbalzo, anche quando l’utente abbandona subito il sito.
Inutile dire che questo errore influenzerà anche altre metriche di Analytics oltre alla frequenza di rimbalzo, come le visualizzazioni di pagina, le pagine per sessione o il tasso di uscita, che restituiranno valori non reali.

Come capisco se questo è il mio caso?

Il metodo più semplice per controllare se viene inviata una pageview doppia è utilizzare l’estensione Tag Assistant di Google per Chrome. Si tratta di uno strumento utilissimo che permette di controllare l’implementazione di diversi tag sul proprio sito, come Google Analytics, Google Tag Manager, ecc.

Una volta installata l’estensione:

  • visita il tuo sito web;
  • clicca sul simbolo dell’estensione Tag Assistant;

google tag assistant simbolo

  • clicca sul pulsante “Enable” e ricarica la pagina
  • una volta ricaricata la pagina, apri di nuovo Tag Assistant

L’estensione mostrerà l’elenco dei tag rilevati sul sito web. Se Google Analytics non è stato implementato correttamente, il simbolo di fianco a questa voce apparirà in giallo (o in rosso) e, cliccandoci sopra, potremo vedere i dettagli dell’errore.

Se il problema è la doppia pageview, visualizzerai una schermata come quella di seguito, con gli avvisi:

  • “2 Pageview requests”
  • “Same web property ID is tracked twice”

tag assistant same web property ID is tracked twice

Come posso risolvere il problema?

Se Tag Assistant mostra il messaggio “Same web property ID is tracked twice”, ci sono diversi scenari possibili:

1) Sono stati inseriti due snippet di codice per la stessa proprietà di Analytics in ogni pagina

Mentre visiti il tuo sito, accedi al codice sorgente cliccando sulla pagina con il tasto destro del mouse e selezionando “Visualizza sorgente pagina”. Controlla che il codice di tracciamento sia sia stato inserito una volta sola (per trovarlo più facilmente, premi CTRL+F da Windows oppure CMD+F da Mac e cerca “UA-”).

Se vedi due snippet di codice di Google Analytics, rimuovi quello doppio e lasciane uno solo.

doppio codice analytics doppia pageview

2) Sono stati combinati diversi metodi di implementazione del codice

Oltre ad incollare lo snippet direttamente nel codice del tuo sito, è possibile implementare il tracciamento di Analytics anche tramite Google Tag Manager oppure utilizzando un plugin.

Se hai scelto di usare uno di questi metodi, assicurati di rimuovere il vecchio snippet di Analytics dal codice del tuo sito: il tag di Google Tag Manager o il plugin saranno sufficienti per il tracciamento.

2) Verifica che non vengano attivati eventi in contemporanea alla pageview oppure immediatamente dopo

Se sei sicuro che non venga inviata una doppia pageview all’inizio della sessione, è possibile che qualche evento venga attivato in contemporanea alla pageview oppure immediatamente dopo, anche se non si tratta di una vera interazione dell’utente.

Questo potrebbe succedere con alcuni eventi tipici del tracciamento e-commerce avanzato (Enhanced Ecommerce), come ad esempio la Product Impression, oppure con altri eventi personalizzati, come lo scroll della pagina.
Questi eventi infatti sono utili da tracciare in Analytics per avere maggiori dati sulle sessioni ma, dato che non sono reali interazioni dell’utente, non dovrebbero influire sulla bounce rate.

Come capisco se questo è il mio caso?

L’estensione Tag Assistant di Google ci torna utile per verificare anche questo aspetto:

  • una volta aperta l’estensione, clicca sul pulsante “Record” e ricarica la pagina: in questo modo si avvierà una registrazione della tua navigazione sul sito;
  • visita alcune pagine, in particolare quelle con la frequenza di rimbalzo più bassa, e ferma la registrazione cliccando su “Stop recording”;
  • clicca su “Show full report”, seleziona “Google Analytics report” e scorri fino alla sezione “Flow” più in basso, dove vedrai l’elenco delle pagine che hai visitato;

tag assistant recordings

  • se di fianco ad una voce vedi delle icone gialle di avviso, clicca sul nome della pagina per vedere l’elenco degli hit inviati da Analytics;
  • seleziona l’hit che presenta l’icona gialla di avviso e controlla se compare il messaggio di seguito:

tag assistant hit evento

Questo avviso segnala che l’evento è stato attivato subito dopo la pageview e spiega che questo potrebbe alterare il valore della frequenza di rimbalzo.

Come posso risolvere il problema?

Per fare in modo che gli eventi di questo tipo non vengano considerati come interazioni:

  • accedi a Google Tag Manager;
  • apri il tag relativo all’evento che vuoi modificare;
  • nella sezione “Parametri del monitoraggio eventi”, vai alla voce “Hit da non interazione”, seleziona “True”.

gtm non interaction hit

In questo modo, l’evento verrà sempre tracciato in Analytics, ma non non influirà sulla frequenza di rimbalzo.

In conclusione: conoscere la frequenza di rimbalzo

Anche se la frequenza di rimbalzo deve essere valutata in base alle caratteristiche del sito specifico, ci sono comunque dei campanelli d’allarme che dobbiamo essere in grado di riconoscere.

Ci è capitato più volte ci incontrare nuovi clienti convinti che la propria frequenza di rimbalzo vicina allo zero fosse un buon risultato, quando invece stavano lavorando su dati falsati, anche da anni.

Saper valutare correttamente le metriche di Analytics, oltre ad eliminare il traffico spam, è fondamentale per ottenere dati corretti e pianificare una strategia di web marketing consapevole.

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