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Guida a Google Page Experience e Core Web Vitals

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Tempo di lettura: 6 minuti 

TLDR
Nel corso degli anni, la navigazione e la ricerca web sono state rivoluzionate dai comportamenti degli utenti e dalle evoluzioni di Google. E oggi non più solo content is king, ma anche experience is queen: l’algoritmo di ranking su Google premia sempre più i contenuti in pagine e siti con il più alto livello di Web User Experience. Cos’è il Page Experience Update di giugno 2021 e cosa sono i Core Web Vitals?

Leggi l’articolo per scoprirne di più.

Introduzione

Al giorno d’oggi possiamo definire il web come uno strumento: utile, comodo, a portata di mano, ma soprattutto conveniente. Tra migliaia di domini e milioni di pagine però, gli utenti che navigano su internet hanno sempre meno pazienza per siti lenti e difficili da usare.

Ecco perché oggi l’usabilità è più importante che mai: un utente deve essere in grado di raggiungere il proprio obiettivo di ricerca web in modo efficace e soddisfacente. Ogni incidente di percorso online è causa di mancate opportunità, soprattutto nel digital business.

Google questo lo sa: da sempre lavora per migliorare l’esperienza degli utenti e per aiutarli a trovare i contenuti più pertinenti. E di recente il motore di ricerca ha stabilito un cambio di paradigma – non più solo contenuti ma anche user experience sulla pagina.

Com’è cambiato il web (e quindi Google)

Per comprendere cosa succede oggi è utile dare uno sguardo a cos’è successo ieri.
Google è nato come motore di ricerca nel 1998 e i primi aggiornamenti all’algoritmo PageRank sono stati progettati e implementati a partire dagli anni 2000.

Gran parte dei Google Update tra il 2003 e il 2021 ha avuto lo scopo di migliorare la comprensione delle ricerche degli utenti e della qualità dei contenuti nelle pagine web. Ne ricordiamo alcuni come Google Boston, Florida, Panda, Hummingbird o BERT.

Ma è dal 2015 che Google ha iniziato a considerare la ricerca web da dispositivi mobili come il nuovo standard di navigazione online, introducendo gli aggiornamenti Mobile-First Indexing e Speed Update nel 2018: ufficialmente, quindi, solo 3 anni fa!

È facile intuire quanto la navigazione da smartphone e tablet sia cambiata da quella desktop, dalla visualizzazione dei contenuti all’interazione con la pagina: ecco perché il focus degli aggiornamenti Google si è spostato sempre più verso l’usabilità mobile-first.

Solo qualche anno fa prevedere un simile cambiamento non sarebbe stato possibile, così come non lo sarà per gli anni a venire. Ciò che si può fare, però, è comprendere cosa sta succedendo oggi su Google e agire di conseguenza sul proprio sito web.

Cos’è il Google Page Experience Update

Con l’indicizzazione mobile-first, l’algoritmo Google sta cambiando notevolmente nel tempo: ad oggi non si tratta più solo di fornire agli utenti i contenuti migliori, ma anche garantire la possibilità di muoversi con disinvoltura all’interno delle pagine web senza imprevisti.

Da metà giugno 2021 Google ha introdotto un aggiornamento per valutare l’esperienza sulle pagine come vero e proprio fattore di ranking: il Page Experience Update

Una serie di parametri relativi a performance, web usability, UX/UI ed accessibilità per misurare in che modo gli utenti interagiscono con una pagina al di là del suo contenuto.

Assieme ad altri fattori che costituiscono l’indicatore dell’esperienza sulle pagine, come l’ottimizzazione per i dispositivi mobili, l’uso di HTTPS e l’impatto degli annunci interstitial sull’accessibilità dei contenuti, oggi troviamo i segnali web essenziali o Core Web Vitals.

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Fattori che compongono l’indicatore del Google Page Experience Update da giugno 2021

Cosa sono i Core Web Vitals

I Core Web Vitals, o segnali web essenziali, rappresentano un insieme di metriche e indicatori che misurano la qualità dell’esperienza dell’utente sulla pagina web.

Per calcolarli e ottimizzarli si possono utilizzare diversi strumenti offerti da Google
dal report in Google Search Console al dev tool Lighthouse in Chrome, da siti web come Pagespeed Insights e web.dev/measure alle estensioni Chrome UX Report e Web Vitals. 

Di seguito i tre Core Web Vitals che, a tutti gli effetti, sono fattori di ranking su Google:

  • Prestazioni di caricamento della pagina web: Largest Contentful Paint (LCP)
  • Tempo di interattività con la pagina web: First Input Delay (FID)
  • Stabilità visiva della pagina web: Cumulative Layout Shift (CLS)
Segnali web essenziali google core web vitals
I 3 Core Web Vitals: Largest Contentful Paint, First Input Delay e Cumulative Layout Shift

LCP: Largest Contentful Paint

Il parametro Largest Contentful Paint misura le prestazioni di caricamento della pagina

Nello specifico indica il loading time dell’elemento più grande, un file multimediale o un blocco testo visibile all’interno dello schermo, mentre il sito sta caricando per la prima volta.

Questa metrica è incentrata sull’impressione degli utenti ed è importante per misurare la velocità di caricamento percepita, poiché indica lo specifico punto temporale in cui il contenuto principale della pagina dovrebbe essersi caricato completamente.

Per offrire una buona esperienza della pagina il punteggio LCP dovrebbe essere inferiore a 2,5 secondi: sopra i 4 secondi l’esperienza dell’utente è considerata scarsa.

Largest contentful paint lcp core web vitals
Come viene individuato e registrato il Largest Contentful Paint

FID: First Input Delay

La metrica First Input Delay misura il tempo di interattività della pagina

Più precisamente, registra il tempo trascorso tra la prima interazione dell’utente nella pagina web e la risposta che il browser esegue a seguito dell’input. L’interattività è quindi calcolata sul tempo che il browser impiega per rispondere alle azioni sulla pagina.

Anche questo parametro è incentrato sulle percezioni degli utenti: analizzando la reattività di una pagina web è possibile capire in quali occasioni è difficile interagire con uno o più elementi della pagina, perché non rispondono agli input abbastanza velocemente.

Il livello ottimale del punteggio FID per una buona esperienza della pagina è inferiore ai 100 millisecondi, mentre sopra i 300 l’esperienza dell’utente è considerata scarsa.

First input delay fid core web vitals
Come viene individuato e registrato il Largest Contentful Paint

CLS: Cumulative Layout Shift

L’indicatore Cumulative Layout Shift misura la stabilità visiva della pagina

Nel dettaglio, esamina i movimenti di elementi visibili e i cambiamenti di layout improvvisi che causano uno shift (o spostamento) dopo il caricamento di un’area della pagina web.

A differenza delle altre metriche questa non riporta un intervallo di tempo. È stata introdotta di recente a causa dell’esperienza negativa di quando un elemento si sposta nella pagina all’improvviso: il testo di un articolo, un pulsante di conferma ordine, un link di download.

Nella scala di punteggio CLS, un buon valore di esperienza sulla pagina è inferiore allo 0,1: sopra lo 0,25 il valore è considerato scarso nella valutazione della Page Experience.

Cumulative layout shift cls core web vitals
Un esempio di spostamento improvviso dato dal Cumulative Layout Shift

Page Experience: gli altri fattori di ranking

Lavorare per ottimizzare l’esperienza sulle pagine significa prendere in considerazione un’ampia serie di elementi: alcuni incidono direttamente o indirettamente sulle prestazioni delle pagine e altri influenzano le valutazioni di ranking da parte di Google.

Alcuni parametri che possono incidere sulla performance dei Core Web Vitals sono:

  • First Contentful Paint (FCP): l’intervallo di tempo dal momento in cui la pagina inizia a caricarsi a quando il primo elemento nella pagina diventa visibile sullo schermo.
  • Total Blocking Time (TBT): misura l’intervallo tra FCP e TTI, ovvero il tempo in cui il thread principale è rimasto bloccato impedendo la risposta agli input nella pagina.
  • Time to Interactive (TTI): il tempo fra l’inizio del caricamento pagina e il caricamento delle risorse secondarie principali, in grado di rispondere all’input dell’utente.
  • Speed Index (SI): l’indice di velocità calcola la rapidità con cui il contenuto è reso visibile durante il caricamento della pagina, analizzando la progressione visiva in fotogrammi.

Al di là dei Core Web Vitals però, la qualità della Page Experience si basa anche su altri elementi che costituiscono l’indicatore di ranking dell’esperienza sulle pagine:

  • Il sito deve essere mobile-friendly. Poiché sempre più persone utilizzano dispositivi mobili per accedere a Internet, nel 2015 Google ha adattato il proprio algoritmo a questo scopo. 
  • La pagina deve essere pubblicata in HTTPS. Il protocollo che garantisce una navigazione sicura e protetta è ormai diventato uno standard richiesto da tutti gli utenti su internet.
  • I contenuti devono essere facilmente accessibili. Elementi troppo vicini tra loro, troppo piccoli o più grandi dello schermo, pop up e annunci interstitial intrusivi sono da evitare.

In conclusione

Il web è un mondo estremamente dinamico e in evoluzione continua – ciò che 3 o 4 anni fa sembrava essere all’avanguardia oggi è normale, scontato, se non addirittura sostituito. E allo stesso modo cambiano anche comportamenti, esigenze e abitudini degli utenti.

Ecco perché, per essere funzionale, un sito web non può restare statico nel corso degli anni: oltre ad un’accurata progettazione iniziale è fondamentale revisionare, aggiornare e rinnovare periodicamente il sito per mantenere una User Experience di alta qualità.

Se le performance di un sito web quali velocità di caricamento, usabilità, posizionamento e traffico iniziano a peggiorare è necessario capire se si tratta di aspetti risolvibili in modo facile e veloce o se sono interventi che richiedono un vero e proprio rifacimento del sito.

In entrambi i casi, il supporto di un team di SEO & Web Specialists è di vitale importanza per individuare e gestire le problematiche che si nascondono dietro ad un sito non funzionale, per dare spazio ad un nuovo sito web mobile-first, responsive e performante.

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