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L’importanza di avere un sito veloce

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TLDR
Il motore di ricerca più usato di questi tempi è Google: ciò significa che, per essere presenti sul web, è decisamente meglio seguire le sue regole. E una di queste è la velocità, uno dei fattori di ranking più importanti.

Un articolo scritto proprio da Google, basato su diverse ricerche che analizzano il rapporto tra le prestazioni di un sito web ed il relativo successo aziendale, afferma degli spunti significativi sull’importanza di avere siti performanti:

“Le prestazioni influiscono sulla permanenza dell’utente nel sito”
“La performance riguarda il miglioramento delle conversioni”
“Le prestazioni riguardano l’esperienza dell’utente (UX)”
“La performance riguarda le persone”

Leggi l’articolo per scoprirne di più.

Un salto nel passato

Il concetto di “Web Performance Optimization” nasce nel 2004 da uno dei guru della web performance, Steve Souders. Già al tempo, Steve aveva ipotizzato gli impatti che la WPO avrebbe portato sul web, tra i quali la velocità di un sito come elemento di differenziazione.

Pochi anni dopo, la diffusione dei primi smartphone (2007) e dei tablet (2010) ha confermato un nuovo modo di accedere al web: col tempo, la previsione di Souders si è rivelata ancor più appropriata dal momento che, ad oggi, la fruizione del web passa per dispositivi mobili, dove le prestazioni di un sito diventano fondamentali per l’esperienza di navigazione.

Allo stesso modo, nel 2010, un rapporto dell’ITU (International Telecommunication Union) ha previsto che l’accesso al web da parte di persone in movimento, tramite laptop e dispositivi mobili come smartphone e tablet, probabilmente avrebbe superato quello desktop entro i successivi cinque anni.

Velocità più elevate, piccoli dispositivi ricchi di funzionalità e una moltitudine di applicazioni hanno portato ad una crescita esplosiva del traffico Internet mobile. Nel 2018 la previsione dell’ITU si è effettivamente avverata e si tratta di una tendenza in continuo aumento.

ITU previsione andamento desktop mobile

(fonte codice per WP: https://gs.statcounter.com/platform-market-share/desktop-mobile-tablet/worldwide/#monthly-200901-202007)

Google – il motore di ricerca più usato

Chiunque gestisca un sito web e sia interessato a migliorare la propria “web presence” sa che è impossibile non tenere conto del più grande motore di ricerca di tutti tempi – Google.
Oggi Google occupa il 92.17% del market share globale dei motori di ricerca, seguito da Bing con il 2.78%.

google bing market share

(fonte codice per WP: https://gs.statcounter.com/search-engine-market-share#monthly-200901-202007)

Questo significa che per “essere presenti” sul web è necessario seguire le norme “suggerite” da Google, ai fini di aumentare la propria visibilità online, di essere facilmente trovati e di piacere agli utenti.

La missione di Google: fornire la più alta qualità di ricerca ed esperienza di navigazione

La missione di Google come motore di ricerca è sempre stata molto precisa: fornire agli utenti la più alta qualità di ricerca ed esperienza di navigazione disponibile.
Questo significa fare tutto il necessario affinché l’utente non abbandoni il sito.

Perché un utente abbandona la navigazione su un sito web?

La risposta generale è semplice: l’esperienza di navigazione è negativa.
Ma i motivi per cui un utente potrebbe avere un’esperienza negativa sono molteplici:

  • Design del sito datato
  • Contenuto difficile da leggere o noioso
  • Navigazione poco chiara
  • Video che scorrono in autoplay
  • Caricamento del sito troppo lento
  • Presenza di troppe pubblicità, etc…

Un utente che abbandona un sito ha delle conseguenze negative per molti aspetti.
In primis, è un contatto mancato e quindi, probabilmente, una vendita persa.

Quando il motore di ricerca nota un insolito numero di utenti che abbandonano un sito web dopo pochi secondi di navigazione, potrebbe dedurre che l’esperienza dei suoi utenti su quel sito non è ottimale, e il posizionamento di questo ne potrebbe risentire negativamente.

Al servizio di chi gestisce un sito web, Google fornisce parecchi strumenti: browser Google Chrome, Google Analytics, Google Search Console, Google PageSpeed, Measure etc, dove si poter misurare i diversi comportamenti degli utenti e del proprio sito web, per comprendere le principali problematiche e intraprendere eventuali azioni di miglioramento.

La velocità come fattore di ranking

Quando la navigazione mobile ha superato la navigazione desktop, la situazione si è complicata: un sito ottimizzato per la navigazione da una piattaforma poteva non essere automaticamente adatto anche per l’altra.

Nel 2018 questo aspetto è diventato ancora più importante: con l’annuncio di Google dell’indicizzazione mobile-first, il focus si è definitivamente spostato sulla navigazione da dispositivi mobile.

Per continuare a compiacere Google, è stato necessario per tutti rivedere il proprio sito ed analizzare gli aspetti penalizzanti sul posizionamento mobile e desktop, come:

  • Il “peso” di un sito, con la conseguenza di un tempo di caricamento troppo lungo in un mondo che va molto veloce
  • La presenza di immagini molto grandi e pesanti, che da mobile appaiono ridotte in proporzione e/o tagliate ai margini
  • Una grandezza dei caratteri non adeguata, e molto altro.

D’altra parte però, Google non ha mai fatto il bello e il cattivo tempo da solo, ma si è sempre basato sui propri utenti. In costante evoluzione, oggi questi sono diventati sempre più critici ed esigenti riguardo l’esperienza di navigazione.

Per questo, il celebre motore di ricerca ha deciso di fare un ulteriore passo avanti, diventando più severo riguardo le prestazioni dei siti web e annunciando – sempre nel 2018 – che la velocità della pagina sarebbe diventata un fattore di ranking per le ricerche da dispositivi mobili.

L’articolo di Google sull’importanza di avere siti performanti esprime alcuni punti molto chiari:

“Le prestazioni influiscono sulla permanenza dell’utente nel sito”

“Le prestazioni giocano un ruolo importante nel successo di qualsiasi impresa online. I siti ad alte prestazioni coinvolgono e trattengono gli utenti meglio di quelli a basso rendimento.”

I seguenti casi studio vanno a supporto di queste affermazioni:

  • Pinterest, riducendo i tempi di attesa percepiti dall’utente del 40%, ha aumentato il traffico da motori di ricerca e le iscrizioni del 15%;
  • COOK, riducendo il tempo medio di caricamento delle pagine di 850 millisecondi, ha aumentato le conversioni del 7%, diminuito la frequenza di rimbalzo del 7% e aumentato le pagine per sessione del 10%;
  • BBC ha scoperto di perdere il 10% degli utenti al sito per ogni secondo in più impiegato per il caricamento della pagina.

“La performance riguarda il miglioramento delle conversioni”

“La fidelizzazione degli utenti è fondamentale per migliorare le conversioni. Siti lenti hanno un impatto negativo sulle entrate, ed è dimostrato che siti veloci aumentano i tassi di conversione.”

I seguenti casi studio vanno a supporto di queste affermazioni:

  • Mobify ha ottenuto un aumento dell’1,11% nelle conversioni ogni 100 ms guadagnati in velocità di caricamento della home page, con un aumento medio annuo dei ricavi di quasi $ 380.000;;
  • AutoAnything, dimezzando il tempo di caricamento delle pagine, ha registrato un aumento delle vendite del 12-13%;
  • Furniture Village ha sviluppato un piano per affrontare i problemi di velocità del proprio sito, portando ad una riduzione del 20% del tempo di caricamento delle pagine e ad un aumento del 10% del tasso di conversione.

“Le prestazioni riguardano l’esperienza dell’utente (UX)

“Quando si tratta di user experience, la velocità è importante. Uno studio sugli utenti mostra che la reazione di fronte alla lentezza di un dispositivo mobile è simile a quella che si prova guardando un film dell’orrore, o trovandosi di fronte ad un problema matematico da risolvere, ed è più stressante dell’attesa in fila alla cassa di un negozio.”

Quando un sito inizia a caricarsi c’è un momento in cui gli utenti attendono la visualizzazione del contenuto: la vera User Experience inizia esattamente dopo.
Se una connessione veloce rende questo intervallo di tempo irrisorio, connessioni più lente costringono gli utenti ad aspettare, portandoli a riscontrare più problemi man mano che le risorse della pagina vengono mostrate.

velocità caricamento sito web confronto

Un confronto tra il caricamento della pagina su una connessione molto lenta (in alto) e una connessione più veloce (in basso).

“La performance riguarda le persone”

“Prestazioni scadenti di siti ed applicazioni possono comportare costi reali per le persone che li utilizzano.”

Poiché gli utenti mobile continuano a crescere, è importante tenere presente che molti di questi utenti accedono al web tramite reti mobili LTE, 4G, 3G e persino 2G.
Come sottolinea Ben Schwarz di Calibre, la diminuzione del costo dei piani dati prepagati sta rendendo l’accesso a Internet più conveniente e fattibile in luoghi in cui una volta non lo era. Allo stesso tempo, il peso di siti web e app continua a crescere, causando maggiori costi agli utenti per sostenere i propri piani dati.
Tutto questo implica una nuova concezione sui dispositivi mobili e sull’accesso a Internet: non si trattano più di strumenti di lusso, ma di mezzi comuni e necessari per navigare e funzionare in un mondo sempre più interconnesso.

Etichetta “Fast Page” – Chrome Android

L’ultima novità di Google per i browser Chrome sui sistemi Android è l’etichetta “Fast Page”, che serve a riconoscere facilmente i siti web veloci. Queste etichette soddisferanno alcune metriche introdotte con Core Web Vitals, come:

  • Tempo di caricamento
  • Reattività
  • Stabilità del contenuto durante il caricamento della pagina web

L’etichetta “Fast Page” è disponibile a partire dalla release 85 di Chrome Beta per Android e può essere abilitata attraverso l’apposito flag chrome://flags/#context-menu-performance-info-and-remote-hints-fetching.

the verge fast page etichetta

Fonte immagine: The Verge

Conclusione

La velocità di caricamento di un sito è un elemento fondamentale nell’esperienza di navigazione dell’utente. Nonostante questo sia noto da tempo e Google abbia sottolineato questo aspetto già nel 2018, molto spesso non si pone l’attenzione giusta alle prestazioni di un sito per dare maggior risalto ad altri aspetti.

Le prestazioni di un sito giocano un ruolo importante sulla permanenza dell’utente che, in quel momento, non sta solo confrontando i vantaggi forniti da un’azienda rispetto ai suoi competitors, ma sta anche vivendo una delle numerose esperienze di navigazione di ogni giorno.

Nella progettazione del proprio sito web è opportuno e necessario investire sul miglioramento delle prestazioni: l’incremento delle performance permette di raggiungere sia l’obiettivo di Google, ovvero rendere l’utente soddisfatto, sia gli obiettivi dell’azienda, con l’aumento delle conversioni o delle vendite.

Contattaci per maggiori dettagli.

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