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Pinterest, come funziona? Guida introduttiva al social network delle immagini

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“Tu lo conosci Pinterest?”

Pinterest è un social basato sui contenuti visuali.
A differenza di Facebook e Instagram, utilizzati dagli utenti per parlare di sé e condividere diversi momenti della propria quotidianità, Pinterest è paragonabile ad un motore di ricerca per immagini, dove gli utenti possono trovare e condividere ispirazioni o idee per i loro interessi e hobby.

Sebbene non raggiunga il bacino utenti di Facebook e Instagram, la piattaforma viene visitata mensilmente da circa 400 milioni di persone, che ne fanno un utilizzo molto attivo: salvano, condividono, valutano, prendono ispirazione dalle tematiche più varie. Dall’arredamento per la casa ai workout in palestra, dall’abbigliamento alle ricette di cucina: ce n’è per tutti i gusti ed interessi.

Per questo motivo, Pinterest potrebbe essere una valida opzione per la strategia di digital marketing di un’azienda.

 

Come funziona Pinterest

Sfruttando il motore di ricerca della piattaforma l’utente può cercare e salvare i contenuti che ritiene più interessanti, pinnandoli su una bacheca, come una foto fermata da una puntina (pin).

Fotografie, illustrazioni, infografiche, video tutorial: tutti i diversi pin possono essere salvati su delle bacheche personali, divise per argomenti comuni.

È possibile anche salvare contenuti interessanti mentre si naviga sul web, aggiungendo un’estensione al browser oppure direttamente da un pulsante in sovraimpressione sulle immagini, se implementato da chi gestisce il sito.

Tutto qui? Esattamente. Pinterest è semplice e intuitivo e, grazie a contenuti accattivanti in costante aggiornamento, è un social che riesce sempre a suscitare la curiosità e l’interesse dell’utente, anche solo per passare il tempo.

 

Chi sono i Pinners?

Pinterest ha catturato sin dall’inizio l’interesse di un pubblico a maggioranza femminile, alla ricerca di ispirazioni per la casa, la cucina, il settore beauty e molto altro. Il pubblico maschile, per quanto in minoranza rispetto al primo, è comunque aumentato di quasi il 50% anno dopo anno.

Inoltre, nel corso del tempo, la piattaforma ha attirato sempre di più i Millennials e i ragazzi appartenenti alla Generazione Z (di entrambi i generi), che in questo social trovano lo spazio adatto per coltivare i propri interessi, stimolati dalla ricerca per immagini.

 

Perché un’azienda dovrebbe valutare Pinterest?

Per un business, Pinterest rappresenta una grande opportunità per riuscire a cogliere interessi (e, di conseguenza, i trend) delle persone che frequentano la piattaforma.
Questo permette di avere materiale preziosissimo per decidere dove e come orientare la comunicazione del proprio brand.

Ad esempio, un’azienda che si occupa di prodotti per le mamme troverebbe in Pinterest un paradiso all’improvviso: negli Stati Uniti circa 8 mamme su 10 lo utilizzano attivamente, non solo per cercare ispirazioni ma anche per conoscere i brand e prendere decisioni sugli acquisti.

E questo non vale solo per il target femminile. Secondo i dati del social network, circa l’84% degli utenti settimanali utilizza Pinterest per prendere decisioni sugli acquisti e, similmente, una percentuale dell’83% effettua un acquisto in base ai contenuti visualizzati e dai marchi presenti sulla piattaforma.

Pinterest quindi non è utile “solo” per fare branding, ma anche per portare traffico al proprio sito: i pin possono anche rimandare a siti web, motivo per cui Pinterest è un’ottimo strumento per incentivare il traffico al sito da parte di nuovi utenti (i pinners amano scoprire nuovi brand e prodotti!).

Un altro punto di forza del social network dalla puntina rossa è dato dalla longevità dei contenuti. Secondo una ricerca di Wisemetric, un post Facebook ottiene la metà delle visualizzazioni e dei click nei primi 90 minuti dalla pubblicazione -e questi nel migliore degli scenari. Tale parametro viene definito half-life.

L’ half-life di un post Pinterest è di tre mesi e mezzo!
Questo numero drasticamente più alto probabilmente deriva dal fatto che i pin sono molto più accessibili dei contenuti Facebook o degli altri social. Pinterest offre agli utenti maggiori opportunità di trovare i propri contenuti, ed è per questo che il life-value dei pin aumenta.

 

In conclusione

Molti brand escludono Pinterest dalla propria strategia di digital marketing perché non pensano sia remunerativo, e soprattutto pensano non sia adatto al loro tipo di business.

I dati presentati finora potrebbero dare uno spunto per nuove riflessioni.
Anche per un’azienda B2B (sia che si occupi di prodotti che di servizi, come nel caso di Mailchimp), Pinterest può essere un canale integrato in una strategia di brand awareness: non assicurerà vendite immediate, ma può portare maggiore traffico al proprio sito web.

Questo non significa che Pinterest sia un must per tutti i brand B2B, ma non dovrebbe nemmeno essere escluso a priori.

Lo dimostrano anche aziende come RYOBI tools: un produttore di utensili elettrici che, con la giusta strategia di storytelling visuale, gestisce un profilo business sulla piattaforma. In questo caso l’azienda ha deciso di non mostrare solo i propri prodotti in vendita, ma di raccogliere anche ispirazioni su piccoli lavoretti che ogni cliente potrebbe realizzare grazie agli utensili RYOBI.

D’altra parte, si sa, la gente non vuole un trapano ma un buco sul muro.
O in questo caso, un’ispirazione per un progetto di bricolage e DIY.

 

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