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La psicologia dei colori nel logo design

Visual articolo psicologia dei colori nel logo design

Chiudete gli occhi e immaginate il colore del logo Twitter.

Siamo sicuri che, con delle differenze minime, ognuno di voi ha immaginato la stessa tinta del famoso uccellino social.

Il colore determina per l’80% la riconoscibilità di un marchio e in millesimi di secondo, è in grado di trasmetterci emozioni e stati d’animo in base alla sua tonalità.
Questo principio si applica anche al marketing: in uno studio chiamato “Impact of Color in Marketing”, alcuni ricercatori hanno scoperto che fino al 90% delle decisioni di impulso sull’acquisto di un prodotto possono essere condizionate dai colori.

Esiste quindi una vera e propria psicologia dei colori e, conoscerla, permette di sceglierela tonalità in relazione alle emozioni che vogliamo far scaturire. I colori più usati dai 100 brand più popolari al mondo sono blu (nel 33% dei casi), rosso (29%), grigio o nero (28%) e giallo o oro (13%).

Ma quale utilizzare per per il nuovo logo di un brand? Ogni colore ha le sue caratteristiche, ma non si deve fare l’errore di generalizzare eccessivamente: il verde è usato in ambito ecologico nelle tinte più vicine al giallo, ma anche in ambito finanziario nelle tinte più scure. Proviamo a tracciare comunque delle linee guida per identificare alcune sensazioni.

La forza è di colore rosso: è il colore del sangue, dell’entusiamo e dell’energia, ma anche del romanticismo e del desiderio. In un marchio attira l’attenzione e mette l’osservatore in uno stato di “azione”; non per niente è il colore scelto da più catene di fast food (incita alla velocità di consumo).
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La calma è di colore blu: al contrario del rosso è un colore che invita alla stasi, dà vita a sentimenti di lealtà, fiducia, affidabilità e relax.

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La creatività, la vivacità, e l’ottimismo sono stimolati dal colore giallo e arancione. Sono colori che fanno assumere al brand un senso di giovinezza e vitalità. Rispetto al blu, e alle tinte fredde, questo colore abbatte le barriere tra l’osservatore e il brand, facendolo sembrare più “vicino” e conosciuto.

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La purezza viene simboleggiata dal bianco. Questo colore può essere usato nei servizi medici e nei marchi che si vogliono distinguere per un design pulito e minimal. Attenzione però alla cultura di provenienza: in Cina ad esempio questo è il colore del lutto.

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La paura se avesse un colore sarebbe il nero, ma nei brand simboleggia anche classe, credibilità ed eleganza.
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La fertilità e la crescita, ma anche la freschezza e la natura, sono simboleggiate dal colore verde, che, come accennato, può anche essere sinonimo di sicurezza, pace e affidabilità.
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Nella scelta dei colori, come per ogni progetto che si intende svolgere, è bene individuare il target di riferimento a cui ci si rivolge, sia per le questioni della cultura di provenienza, sia per capire se il pubblico è composto per la maggior parte da uomini o da donne. Uno studio di marketing americano (KISSmetrics) ha scoperto che il sesso influenza le preferenze sui colori: il colore preferito, sia per gli uomini che per le donne, è il blu, ma in percentuali diverse. Gli uomini, inoltre, sono più propensi a scegliere colori scuri (tonalità con un’aggiunta di nero) mentre le donne sono molto più ricettive ai colori chiari (tonalità con un’aggiunta di bianco).

Tenere conto degli studi fatti fino ad ora per scegliere il colore del logo e di tutta l’immagine coordinata permette di avere un vantaggio strategico e avere più riscontro nell’apprezzamento del brand.

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