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Recensione del libro Everybody writes di Ann Handley

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All’inizio di settembre è uscito il nuovo libro di Ann Handley, Chief Content Officer di MarketingProfs e co-autrice del best seller “Content Rules”, pubblicato in Italia da Hoepli e intitolato “Content Marketing”.

Questo libro mi è stato molto utile: contiene utili consigli pratici per la creazione di contenuti online e lo stile di Ann mi è subito piaciuto. Lei va dritta al punto, senza inutili giri di parole, e lo fa con una scrittura fresca e conversazionale, come se ti stesse raccondando le cose davanti a un aperitivo.

Ann Handley

Per questo non potevo non leggere il nuovo lavoro di Ann, intitolato “Everybody writes”. Il libro non mi ha deluso: lo stile di Ann è sempre lo stesso e mi piace perché non annoia; forse i contenuti sono un po’ ridondanti, perché sono spesso ripetuti nel corso del libro (per me è utile perché mi aiuta a memorizzare meglio gli elementi, ma può essere fastidioso per altri).

 

Passiamo ai contenuti. Il libro si divide in 6 sezioni, le prime quattro presentano 59 regole per scrivere bene, la quinta parte si sofferma sulla scrittura di determinati testi (testi per i social network, testi per le newsletter, testi per landing page…) e infine la sesta parte raggruppa gli strumenti utili all’attività di content marketing.

Le regole proposte da Ann vanno tutte nella stessa direzione: la scrittura online funziona se è utente-centrica, cioè se è costruita sui bisogni e sulle caratteristiche uniche degli utenti ai quali ci rivolgiamo. Ecco alcuni utili consigli pratici di Ann:

“write to one person. Imagine the one person you’re helping with this piece of writing. And then write directly to that person”

identificare la “marketing persona: l’utente ideale al quale ci si rivolge e scrivere come se ci stessimo rivolgendo direttamente a lui/lei.

“the only people your content needs to please are your readers”

Ovvero, si scrive unicamente per il pubblico che ci leggerà, e non per il capo, per il CEO o per il cliente.

“don’t make the reader work hard to understand you”

La scrittura semplice è sempre la migliore.

“assume the reader knows nothing. But don’t assume the reader is stupid”

Il lettore non sa niente (dunque non diamo niente per scontato) ma non è stupido (ovvero va trattato come una persona intelligente).

 

In tutto questo mi sono trovata completamente d’accordo, ma è stato nel paragrafo dedicato alla scrittura per Twitter che ho avuto una specie di contrasto interiore unidirezionale con Ann. Lei scrive:

“write every tweet as you would speak it . . . to your girlfriend, boyfriend significant other, dog, cat, goldfish swimming in its fishbowl—or whoever you can imagine in the room with you”

Il suo intento è dire che un tweet deve essere scritto rivolgendosi a persone vere, e non a estranei. Però la frase scritta dall’autrice mi sembra banale e fuorviante. Se dobbiamo identificare un utente tipo e scrivere direttamente a lui, perché dire di scrivere un tweet come si ci stessimo rivolgendo a una persona qualunque, purché in carne ed ossa?

L’autrice però riacquista punti quando, sempre sul tema “scrivere per Twitter”, afferma:

“robosending automated direct messages to greet each new Twitter follower is annoying”

Fi-nal-men-te! Era ora che qualcuno mettesse nero su bianco quello che penso da quando uso Twitter: i messaggi privati automatici inviati ai nuovi follower sono fastidiosi, irritanti e (aggiungo io) completamente inutili. Anche perché la maggior parte dice: “ora che mi segui su Twitter, seguimi anche su Facebook/ leggi il mio blog/ visita il mio sito…”. Tutte azioni che farò sono se i tuoi contenuti saranno interessanti, dunque mi verrebbe da risponderti: “non sprecare tempo con questi messaggi inutili: produci ottimi contenuti e farò quello che chiedi senza che tu me lo scriva”.

 

Per concludere questa recensione, vorrei condividere con voi una cosa bizzarra che ho notato leggendo il libro. Ann fa spesso riferimento al giorno del ringraziamento in diversi esempi, eccone alcuni:

“Need some inspiration? Go to Pinterest.com and search for infographics. I’ll warn you now: be prepared to kill an hour or two. The overabundance makes Thanksgiving dinner seem like a snack”

“There is no one way to write—just as there is no one way to parent a child or roast a turkey”

Cara Ann, non è che per caso hai identificato il tuo lettore ideale in un americano, anziché una persona di qualsiasi nazionalità che lavora nel digital marketing?

 

Scarica la recensione del libro Everybody writes.

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