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StopHateforProfit: strategie di digital marketing alternative a Facebook

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Le nuove forme di protesta non avvengono più nelle piazze ma negli spazi digitali. È il caso di #StopHateForProfit, un movimento di dissenso che prevede l’interruzione degli investimenti pubblicitari sulle piattaforme della famiglia Facebook.

Per comprendere la grandezza di questo movimento basta pensare che aziende dello spessore di Patagonia, North Face e Ben & Jerry’s hanno già aderito bloccando gli investimenti previsti per il mese di Luglio. Anche Coca Cola e Starbucks hanno annunciato di voler boicottare Facebook, seguiti da Adidas, Ford e Microsoft.

Perché? La goccia che ha fatto traboccare il vaso è derivata della scelta di Mark Zuckerberg di non prendere posizione verso alcuni post controversi del presidente americano, Donald Trump, sulle manifestazioni seguite alla morte di George Floyd.

La richiesta è, in realtà, molto semplice: un impegno concreto e una maggiore presa di responsabilità nella gestione dei contenuti razzisti, discriminatori e di incitazione all’odio che da anni circolano liberamente nella piattaforma.

Anche noi qui ad Antartika, nel nostro piccolo, abbiamo deciso di prendere una posizione a riguardo e fermare nel mese di Luglio le nostre campagne sui Social Networks della Facebook’s Family.

In ogni caso, al di là della protesta, è sempre meglio non mettere tutte le uova all’interno dello stesso paniere, com’è solito dire. Per un business non è mai una buona cosa concentrare la propria strategia su un solo canale.

Per questi motivi, abbiamo deciso di fornire alcune ispirazioni per valutare strumenti alternativi a Facebook.

 

Piano Editoriale Senza Sponsorizzazioni

Può suonare paradossale, ma è possibile ancora utilizzare Facebook e Instagram per condividere i propri contenuti senza far tirare un sospiro di sollievo a Zuckerberg.

I famosi social network infatti sono soprattutto piattaforme di advertising e di conseguenza traggono profitto dagli investimenti pubblicitari.

La pubblicazione organica potrebbe essere comunque un modo per prendere posizione: condividi che stai supportando la protesta #StopHateForProfit e valuta di spostare il tuo budget pubblicitario su altre piattaforme.

 

Google Ads

Google Ads è una delle migliori alternative a Facebook nel campo dell’advertising. Google elabora 4,5 miliardi di query di ricerca al giorno, ovvero 70.000 query di ricerca al secondo.

È possibile fare annunci sulla Rete di ricerca (Search) o sulla Rete Display, composta da oltre due milioni di siti web, video e app.

L’utilizzo di Google Ads offre molti vantaggi, come ad esempio:

  • Targeting Avanzato
  • Controllo del budget
  • Altamente misurabile
  • Risultati veloci
  • Strumenti di Remarketing

 

Se vuoi saperne di più su Google Ads, puoi dare un’occhiata alla nostra guida.

A supporto delle campagne pay-per-click è interessante includere una strategia S.E.O

Le attività di Search Engine Optimization giocano sulla lunga durata quindi non è pensabile di sostituire un’attività di advertising solamente in questo modo. Ma la combinazione di tattiche S.E.O e PPC può portare diversi benefici come un aumento del volume di ricerca del brand.

 

Youtube

Youtube è il servizio più popolare di Google, i cui video registrano più di un miliardo di ore guardate al giorno, ed è un ottimo canale per fare brand awareness. L’adv su Youtube può essere fatto anche in questo caso tramite Google Ads. Esistono diversi formati pubblicitari utilizzabili su Youtube che consentono di essere estremamente creativi con messaggi e contenuti.

Recentemente Youtube ha dichiarato che sta lavorando per creare nuove dashboard di analisi, per aiutare i creator ad avere più informazioni sulla provenienza delle visualizzazioni e come possono migliorare le performance dei loro contenuti.

 

Email Marketing

L’email marketing consente di coltivare la relazione con il cliente in maniera più diretta rispetto ai social networks. Anche se è necessario avere il permesso da parte degli utenti, l’email marketing presenta notevoli vantaggi quali:

  • Personalizzazione: puoi realizzare contenuti specifici e interessanti per diversi segmenti di pubblico, in base a come hanno interagito in passato con il tuo marchio.
  • Testi: è possibile realizzare dei test A/B per scoprire quale tipo di titoli e contenuti funziona meglio.
  • Proprietà: è un canale tutto vostro in cui potete conservare e aggiornare i dati. Non è soggetto a cambi di algoritmo che potrebbero coinvolgere i vostri piani.

Ma il punto di forza vincente è che nessuno può battere il ROI dell’email marketing. Secondo gli studi di DMA e Demand Metric, il ritorno sull’investimento (ROI) medio per l’email marketing è del 122%, che è oltre 4 volte superiore rispetto ad altri formati di marketing tra cui social media, direct mail e ricerca a pagamento.

 

Pinterest 

Dobbiamo dire addio al mondo social quindi? Assolutamente no! Facebook non ha ancora divorato tutte le piattaforme esistenti (per fortuna) e spesso esistono molti altri canali la cui fama viene oscurata dai big del settore.

Uno di questi esempi è Pinterest, una sorta di motore di ricerca per immagini. L’utente può raccogliere immagini dal feed o salvarle direttamente dal web in delle raccolte personalizzate (bacheche), suddivise per argomenti. Ma è possibile anche mettere like alle immagini o condividerle esternamente tramite altri canali.

Pinterest è il luogo ideale per raccogliere ispirazioni: dalle ricette alla decorazioni per la casa, dai workout al design, è possibile trovare temi ed immagini per tutti i gusti.

È un modo per far conoscere il proprio brand, anche in forma organica: circa il 93% dei  pinner (gli utenti di Pinterest) affermano di essere venuti a conoscenza e a contatto con nuovi brand proprio grazie a questa piattaforma e spesso la utilizzano per pianificare i propri acquisti.

 

TikTok

Non è la prima volta che lo diciamo: l’ex Musical.ly non è solo una moda passeggera ma un canale che diventerà sempre più importante, soprattutto per i brand con un target abbastanza giovane.

TikTok è incredibilmente accattivante per le nuove generazioni che possono cimentarsi nella creazione di video originali, divertenti e leggeri, tra balli, sketch, imitazioni, sfide social e canzoni di sottofondo (i cui diritti di utilizzo sono acquistati dal gruppo Bytedance).

Se i vostri prodotti o servizi sono traducibili in un’ottica entertainment-oriented, TikTok potrebbe fare al caso vostro.

 

Linkedin

Se il vostro settore è più legato al mondo B2B, Linkedin rimane il comfort-social per eccellenza.

Le ads di Linkedin hanno dei costi proibitivi rispetto alle piattaforme a cui siamo abituati ma è possibile lavorare molto bene anche in organico: la forza del social network è proprio data dalla rete dei contatti.

Un post o un articolo su Linkedin “ritornano a vivere” ogni qualvolta qualcuno interagisce con loro. Non importa la data di pubblicazione: dal momento che uno dei nostri contatti commenta o consiglia un contenuto questo riapparirà nella news-feed, portandolo nuovamente visibile.

Ogni contenuto quindi è un investimento a lungo termine, e questa opportunità si paga cara su social network come Facebook e Instagram. Per questo motivo è consigliabile avere molti contatti, e coinvolgere nella gestione della Pagina Aziendale colleghi e dipendenti, per ottenere degli ottimi risultati.

 

Twitter

Sebbene l’uccellino blu non abbia propriamente spopolato in Italia, Twitter in realtà è un titano dei social networks con più di 330 milioni di utenti attivi mensili, di cui l’80% sono quelli che la piattaforma stessa definisce “ricchi millennials”.

A differenza di Facebook, la comunicazione è meno basata sulla condivisione dei contenuti per amici e conoscenti e più focalizzata sulla rapida diffusione di informazioni. Il tuo tweet (il messaggio) punta ad essere letto da quante più persone possibili.

Nonostante questo, il tweet si rivela molto adatto ad una conversazione one-to-one, e per questo motivo viene spesso utilizzato dalle aziende per mantenere il contatto con i propri clienti e ottenere da loro informazioni preziose, quali i loro umori ed esigenze.

Le campagne pubblicitarie di Twitter sono molto personalizzabili: si può scegliere l’obiettivo della campagna e targettizzare il pubblico di interesse in base a fattori come posizione, sesso, età, comportamenti e che profili seguono.

Twitter addebita gli inserzionisti in diversi modi, a seconda dell’obiettivo della campagna.
Ad esempio, se si cerca di aumentare il traffico del tuo sito Web, viene utilizzato un sistema pay-per-click mentre per i video il meccanismo di addebito è – colpo di scena! – pay per view.

 

In conclusione

#StopHateForProfit è una bellissima iniziativa che dimostra che oggi più che mai i marchi sono ritenuti responsabili delle loro azioni ma anche dell’assenza di una presa di posizione. E Facebook non è escluso.

Oltre a questo, è bene ricordare che una strategia online non dovrebbe escludere canali a prescindere o presenziare su un’unica piattaforma: obiettivi e dati dovrebbero guidare le nostre scelte all’interno di un piano strategico. Solo in questo modo è possibile capire come ogni canale può contribuire a raggiungere risultati.

Anche in questo caso, quindi, la diversità è una forma di ricchezza.

 

 

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