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Hai mai sentito parlare di Mary Meeker? Viene definita la “regina dell’internet” e il suo rapporto annuale sulle tendenze della rete è uno dei più attesi.
La corona (metaforica) che porta sulla testa è sicuramente meritata: la Meeker si è fatta notare nel 1995 quando, nel suo primo report, anticipò che il futuro era “la navigazione attraverso servizi di informazione”. Nel 2009 è stata la prima ad intuire che la fruizione di internet sarebbe passata da desktop a mobile e ha scommesso, investendo, su start-up di alto profilo come Spotify, Square e Waze.
L’ex analista finanziaria è dunque una delle voci più autorevoli nel settore della comunicazione e ogni anno le sue innumerevoli slide (quest’anno 333!) esaminano i cambiamenti nei comportamenti degli utenti di Internet, le risposte delle diverse piattaforme e le opportunità di crescita.
Abbiamo raggruppato qui alcuni dei punti più interessanti sulla situazione attuale e futura del mercato.
Un po’ di numeri
Il 51% della popolazione mondiale ha accesso ad internet: parliamo di 3,8 miliardi di persone, due punti in più rispetto al 2017. Buona parte della nuova popolazione digitale arriva dall’Asia (circa il 51%) ma l’intero sistema risente tuttora delle diseguaglianze sociali ed economiche a livello globale: l’America del Nord copre il 9% del mercato, tuttavia ha una copertura internet dell’89% mentre in Africa, lo stesso dato, è bloccato al 32%.
La crescita tuttavia è lenta e rileva un leggero blocco già nel 2018, dovuto al fatto che talmente tante persone sono già online che è difficile trovare nuovi utenti. Per un motivo simile, anche le vendite degli smartphone sono in calo.
Si conferma la prevalenza dell’utilizzo di questi ultimi per navigare su internet: il mobile non supera solamente l’uso del desktop ma raggiunge e oltrepassa per la prima volta il mezzo televisivo per tempo di utilizzo.
Un dato interessante che viene riportato è la diffusione di una crescente preoccupazione per il tempo speso sul web. Il timore non è infondato: gli americani passano almeno 6,3 ore al giorno connessi (secondo il report di Hootsuite, gli Italiani non sono da meno con una media di 6 ore passate quotidianamente in rete).
Un web da guardare e interagire
Le immagini stanno diventando sempre di più il mezzo con cui gli utenti comunicano, tendenza influenzata dalle migliorie conseguite in campo tecnologico come gli smartphone dotati di fotocamere quasi professionali e connessioni sempre più veloci.
A conferma, Twitter, medium che nasce come prettamente testuale, tra le sue impression oggi conta più del 50% di contenuti visivi.
Questa tendenza va sicuramente a premiare social quali Instagram e Pinterest che guidano gli utenti nella scelta e nella scoperta di nuovi prodotti grazie alle immagini condivise. Non è un caso dunque che nell’ambito fashion, l’industria della moda stia dando sempre più importanza alla Visual Search per la creazione di nuovi outfit e contenuti per gli utenti.
Allo stesso modo, acquisiscono sempre più importanza i formati video per esprimere velocemente concetti fondamentali.
“Video kill the radio star” cantavano i the Buggles ma si sbagliavano: parallelamente ai video si sta verificando un ritorno della comunicazione audio grazie a podcast e assistenti digitali virtuali. Oltre 70 milioni di ascoltatori di podcast mensili solo negli Stati Uniti e l’installazione di strumenti come Amazon Echo è raddoppiata in un solo anno.
Si conferma, dunque, l’importanza di curare e studiare i contenuti visivi e audio in quanto pilastri della comunicazione: non sottovalutare la potenza delle immagini e non lasciare questo aspetto al caso!
La sfida dell’advertising
Piccoli e grandi imprenditori utilizzano sempre di più il web per farsi conoscere e sperimentano mezzi sempre più precisi per rendere questa strategia fruttuosa.
Il report della Meeker conferma che la spesa pubblicitaria su internet ha subito un’accelerata del 22%: buona parte degli acquisti avviene tramite Google e Facebook che tuttavia si trovano a far spazio sul podio ad aziende come Amazon e Twitter.
Purtroppo questa crescita è accompagnata da nuovi ostacoli da superare. Lo spazio per fare pubblicità è sempre più affollato e si prevede che le spese per acquisire nuovi clienti diventeranno sempre maggiori, andando a volte a superare di gran lunga le entrate che porteranno.
Questo elemento di difficoltà risulta strettamente correlato ad un altro dato presente nel report ovvero l’incremento del focus sulla privacy da parte di utenti e aziende, dopo gli scandali del passato: l’87% del traffico internet risulta crittografato e diventa sempre più difficile reperire dati.
Meeker per questo motivo suggerisce di valutare un approccio definito Freemium: l’offerta gratuita di alcune funzionalità di base accompagnata alla possibilità di attivare un account premium (a pagamento) per sfruttare appieno la piattaforma. Si tratta di una strategia già impiegata da moltissimi big in tutti i settori.
Gli esempi di questi brand sono sempre entusiasmanti ma a volte risultano essere poco applicabili per le aziende di una più modesta dimensione. Come oltrepassare questo ostacolo? Se perseguiamo l’obiettivo di una maggiore visibilità non possiamo affidarci unicamente alla sponsorizzazione degli annunci perché, al di là della saturazione del mercato dell’advertising, non è un singolo gesto a portarci al nostro obiettivo.
È fondamentale muoversi seguendo una visione olistica, una strategia multicanale con degli obiettivi a monte, diversi traguardi intermedi da raggiungere e un elenco di tattiche da provare e iterare.
In conclusione
Il web sta diventando sempre più complesso e sta crescendo talmente velocemente da superare di gran lunga l’adattamento di aziende, dipendenti, autorità di regolamento e addirittura governi.
Basti pensare alla difficoltà di contenere i contenuti problematici (fake news, video di propaganda suprematista, ecc) che, grazie alla rete internet, ora possono diffondersi a velocità della luce o di gestire, anche legislativamente, nuove forme di violenza come il cyber-bullismo o il revenge porn.
Come può dunque una piccola media azienda emergere in questo mare turbolento? Lo sforzo da fare è intenso ma non impossibile: se il cambiamento è l’unica realtà costante, bisogna essere reattivi e muoversi nell’ottica di un costante apprendimento e sperimentazione.
Per lo stesso motivo, anche noi di Antartika dedichiamo una parte considerevole del nostro tempo alla formazione per apportare sempre nuove idee e competenze.
Bisogna essere pronti ad imparare, iterare e cambiare.
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