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L’utilizzo dei siti web con gli anni è cambiato, infatti, secondo una ricerca di We Are Social aggiornata a Gennaio 2017, in Italia la navigazione tramite smartphone è cresciuta del 44% mentre quella desktop è diminuita del 14%.
Negli ultimi anni si è quindi diffuso un nuovo modo di approcciarsi al web design, il mobile first, che capovolge completamente il flusso di lavoro a cui designer e sviluppatori erano abituati.
Le pagine vengono pensate, progettate e ottimizzate per la loro fruizione tramite dispositivi mobili e successivamente estese per il desktop.
Cosa sono le Google AMP?
Gli utenti durante le loro ricerche online vogliono informazioni immediate. Un tempo eccessivo di caricamento di una pagina porterà l’utente ad abbandonare il sito.
Sulla scia del mobile first, Google ha pensato e sviluppato le Accelerated Mobile Pages, un framework open source per creare pagine web mobile che permettono agli utenti di visualizzare informazioni quasi istantaneamente.
La versione delle pagine che utilizzano le Google AMP è ridotta all’essenziale, mantiene i contenuti più importanti e elimina gli elementi che influenzano negativamente la velocità e le performance della pagina.
Dal 2016, Google ha ufficialmente integrato le AMP nei risultati di ricerca mobile. Le pagine sviluppate con questo framework appaiono principalmente in due modi:
- nella lista dei risultati aggiungendo la dicitura “AMP” preceduta da un’icona prima dello snippet del risultato.

- in un carosello usato generalmente per evidenziare i risultati più attinenti alla ricerca o quelli più recenti.

In entrambi i casi saranno identificate da un’icona di un fulmine seguita dall’etichetta AMP.
Per quali siti sono utili le AMP?
Le Google AMP sono utili per siti con grandi quantità di contenuto. Sono principalmente i siti di testate giornalistiche e blog (come the Washington Post, Wired, Gizmodo, la Repubblica) ad averle implementate.
L’utilizzo delle AMP rischia quindi di essere un’esclusiva dei siti di informazione?
“Se chiedete al team AMP ti dirà che tutti i siti web dovrebbero usare le AMP. È sicuramente un modo per realizzare siti web veloci o siti che si caricano quasi istantaneamente. Penso sia una tecnologia che non se ne andrà tanto presto. Quindi se stai aspettando perchè pensi il tuo sito non ne abbia bisogno, forse dovresti guardarlo di nuovo e vedere se adesso ne ha bisogno. Al momento le stiamo mostrando solo nel carosello in alto e mi aspetto si estenda anche ad altre parti dei risultati di ricerca”
John Mueller, Senior Google Webmaster Trend Analyst, Switzerland
Il futuro delle Google AMP
Il progetto di Google porta notevoli vantaggi alla navigazione mobile ma ancora non possiamo definire con certezza il suo futuro.
Dalle parole di John Mueller si intuisce che il loro utilizzo si stia estendendo anche ad altre tipologie di siti. Le loro funzionalità stanno aumentando, un esempio recente di utilizzi alternativi delle Google AMP è quello di eBay che ha iniziato a implementarle nella piattaforma di ecommerce per velocizzare la ricerca e così migliorare l’esperienza di shopping dell’utente.
La crescita del progetto è costante, ed è tutto in fase di sperimentazione e modifica. Essendo una tecnologia open source chiunque può collaborare con osservazioni, suggerimenti e anche con lo sviluppo.
L’introduzione costante di nuove funzionalità fa ben sperare in un futuro ricco di novità per le AMP e per l’esperienza utente nella navigazione mobile.
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