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Perché la carbon footprint di un sito web è importante?
Nel nostro articolo “Navigare sostenibile: ridurre l’impronta carbonica nel mondo digitale” abbiamo parlato di come la fruizione dei contenuti su Internet, tra cui quelli di un sito web, generi un’enorme quantità di emissioni CO2 nell’atmosfera.
Ogni giorno circa 4,6 miliardi di persone utilizzano Internet: secondo uno studio di Nature del 2018, si prevede che l’uso di Internet nel 2030 consumerà il 21% di tutta l’elettricità globale, e l’industria IT sarà quindi responsabile del 5,5% delle emissioni.

L’esplosione del traffico web, aumentato di oltre il 40% durante il lockdown causato dalla pandemia di COVID-19 nel 2020, sottolinea con urgenza la necessità di una presa di coscienza collettiva sull’impatto ambientale delle nostre attività digitali.
Secondo Deloitte, la sostenibilità è un aspetto chiave per i consumatori di oggi e il 50% dei clienti è disposto a pagare di più per marchi più etici e sensibili verso l’ambiente.
Avere un sito web a zero emissioni di CO2 è una parte fondamentale di tutto ciò: oltre a compensare le emissioni di CO2, ridurre l’impronta carbonica di un sito web permette di differenziarsi dalla concorrenza e migliorare la responsabilità ambientale d’impresa.
Valutare la carbon footprint dei siti web è importante, poiché l’uso di Internet e la navigazione online hanno un impatto diretto sul clima. Rendere il mondo digitale più sostenibile è un dovere cruciale nella lotta comune contro il cambiamento climatico.
Quanto e come un sito web emette CO2?
L’impronta di carbonio di un sito web è misurata dall’energia che consuma. In media, un sito web produce 1,76 g di CO2 per ogni pagina visualizzata (fonte: Andrae ed Edler).
Determinare con precisione l’energia necessaria per consultare una pagina web non è semplice, poiché dipende da vari fattori. Per esempio, è da considerare l’energia richiesta dal server, o anche quella necessaria a produrre lo stesso server? E ancora, è necessario considerare anche l’energia richiesta per costruire il dispositivo dell’utente, oppure la continua manutenzione e l’aggiornamento delle infrastrutture di telecomunicazione?
Semplificando le cose, possiamo dire che il consumo energetico per visitare una pagina web può essere determinato da fattori quali:
1. Server hosting del sito
Il server hosting è integrato nei data center, strutture con un significativo consumo energetico spesso dipendente da fonti fossili. Tuttavia, c’è una tendenza positiva verso l’adozione di fonti energetiche rinnovabili da parte di sempre più data center, con l’obiettivo di minimizzare l’impronta carbonica. Per i proprietari dei siti web, diventa cruciale adottare una scelta consapevole riguardo all’hosting: verificare se l’attuale servizio di hosting opera in modo sostenibile è il primo passo.
2. Trasferimento dei dati
Ogni visita ad una pagina web comporta un traffico di dati da e verso il server del sito, secondo il modello client-server descritto nel nostro precedente articolo. In questo caso, quindi, parliamo dei grandi volumi di energia consumata per far viaggiare i dati attraverso la rete di telecomunicazioni, e anche dell’energia consumata dai data center e dall’infrastruttura di rete.
3. Peso e velocità della pagina web
Più alto è il peso della pagine web, più energia servirà per poter trasferire e visualizzare il contenuto richiesto, di conseguenza producendo più emissioni.
Per esempio, una pagina web complessa con video e immagini ad alta risoluzione richiede più traffico dati, quindi più energia per ogni singola visita.
In media, si considera una pagina web pesante se supera i 2 MB.
Per un sito web con una media mensile di 10.000 pagine visitate, il consumo energetico genera un’emissione annua di 211 kg di CO2, che corrisponde a:
- 1055 km percorsi con l’automobile;
- 1.7 voli in aereo da Amsterdam a Londra (per passeggero);
- 11 alberi che assorbono CO2 per un anno intero.
Un sito possiede una bassa impronta carbonica se le sue emissioni di CO2 non superano gli 0.5g per pagina visualizzata. In genere, infatti, quasi tutti i calcolatori usano la seguente classifica:
| Voto / valutazione | Grammi di CO2 per pagina visualizzata |
|---|---|
| A+ | 0.095 |
| A | 0.186 |
| B | 0.341 |
| C | 0.493 |
| D | 0.656 |
| E | 0.846 |
| F | ≥ 0.847 |
Calcolatori dell’impronta carbonica dei siti web
Numerosi calcolatori online permettono di misurare l’impronta carbonica di un sito web in modo semplice ed efficace. Per usare questi strumenti, basta inserire un URL per ricevere un report dettagliato con consigli pratici per ridurre l’impronta carbonica del sito.
Una caratteristica comune di tutti i calcolatori dell’impronta carbonica è la capacità di evidenziare la sostenibilità dell’hosting. In dettaglio, indicano se il servizio di hosting si basa su fonti energetiche rinnovabili, offrendo ai proprietari dei siti web una preziosa opportunità: quella di comprendere meglio l’impatto ambientale del proprio sito e, se necessario, di scegliere fornitori di hosting più verdi per un futuro più sostenibile.
Esploriamo alcuni dei principali calcolatori di carbon footprint dei siti web:
Questo calcolatore aiuta le aziende a farsi un’idea rapida dell’impatto ambientale del proprio sito web, attraverso un rapporto immediato su:
- le emissioni del sito a confronto con la media globale, dando un voto dalla A+ alla F;
- la stima delle emissioni di CO2 in base alla visite annuali, paragonando il risultato con alcuni esempi di vita quotidiana;
- il badge da inserire nel sito per diffondere il valore del proprio “carbon footprint”.

Questo calcolatore fornisce una ripartizione dettagliata dell’impronta carbonica di un sito web, con un confronto tra:
- la CO2 generata nel corso della prima visita e di una visita successiva;
- il peso della pagina e dei dati trasferiti in questo stesso arco di tempo.
Questa informazione è particolarmente utile per valutare l’efficienza del sistema di caching del proprio hosting. Anche in questo caso vengono proposti alcuni paragoni sulle emissioni di CO2 mensili con altre situazioni comuni.

Questo utile strumento fornisce un punteggio (entro un massimo di 100) suddiviso in categorie prestazionali, come l’esperienza dell’utente (UX), l’accessibilità e il peso della pagina web, assieme ad alcune indicazioni su dove apportare ulteriori miglioramenti.

Come ridurre l’impronta di carbonio del tuo sito?
Abbiamo quindi individuato i principali responsabili dell’emissione di CO2 di una pagina web: il server hosting, il trasferimento dei dati, il peso e la velocità della pagina web.
Vediamo nel dettaglio cosa si può fare per ridurre le emissioni CO2 di un sito.
Preferisci l’uso di un Green Hosting
La prima cosa che il proprietario di un sito web può fare è verificare se l’hosting è “green”, ovvero se l’energia elettrica che utilizza proviene da fonti energetiche pulite.
Senza ricorrere ad un calcolatore dell’impronta carbonica, troviamo una comoda alternativa nel sito di Green Web Foundation, dove si può controllare rapidamente se un provider di hosting opera in maniera sostenibile utilizzando energie rinnovabili.

Se scopri che il tuo hosting non è green, prova a scrivere in un qualsiasi motore di ricerca le seguenti parole chiave: “hosting provider green (in Italia)” ed esplora l’elenco dei risultati.
Utilizza una CDN per il trasferimento dati
L’invio e la ricezione di dati richiede molta energia: di conseguenza, se la distanza è ridotta è molto probabile che il consumo sia minore. Ovviamente non possiamo sapere da dove sarà consultato il nostro sito, ma per “accorciare le distanze” possiamo sfruttare la rete per la distribuzione dei contenuti CDN (Content Delivery Network).
Si tratta di un gruppo di server distribuiti in più aree geografiche, che velocizza la delivery dei contenuti web “avvicinandoli” alle posizioni geografiche degli utenti.

Molti servizi di hosting includono già nelle loro offerte un Content Delivery Network (CDN), migliorando le prestazioni e la distribuzione dei contenuti del sito web a livello globale. Se il tuo attuale provider di hosting non offre questa funzionalità, puoi integrarla facilmente attraverso servizi esterni specializzati, come Cloudflare.
Anche in questo caso la scelta di un buon hosting gioca un ruolo determinante: se dotato di un sistema di caching avanzato, si può risparmiare notevolmente sulla quantità di dati da trasferire. Così come visto per Digital Beacon, dove possiamo calcolare le differenze tra la prima visita e la seconda visita, un hosting con un buon sistema di caching risparmia soprattutto sul peso da trasferire nelle visite successive.
Migliora il peso e la velocità del sito web
Se possiedi un sito web pubblicato già da qualche anno, e non prevedi di rinnovarlo a breve, probabilmente puoi alleggerirlo con alcune veloci ottimizzazioni:
- Ottimizza le immagini in ATF: se un’immagine pesa più di 1 MB, in particolare se si trova nell’area hero, appesantisce molto la pagina del sito. È consigliabile diminuire il peso salvandola in un formato adatto al web: in questo senso, strumenti come Squoosh.app possono essere di grande aiuto.
- Scegli un formato next-gen per le immagini (WEBP, ATIF, etc): anche quest’azione può essere svolta dai plugin, oppure manualmente con Squoosh.app.
- Sostituisci il carosello nell’ATF con contenuti alternativi: molto spesso, la presenza di caroselli nella sezione hero aumenta il peso della pagina.
- Evita l’utilizzo dei video nelle pagine web.
Per capire cos’altro si può fare per alleggerire il sito web, si può ricorrere ai misuratori delle prestazioni delle pagine, i quali forniscono un elenco dettagliato di azioni da intraprendere. Uno dei misuratori più conosciuti ed utilizzati, ad esempio, è Google PageSpeed Insights.
Se invece ti interessa creare un nuovo sito, oppure rifarlo, il nostro consiglio è di progettarlo in ottica di “web design sostenibile” per ottenere un sito leggero e performante. In questo modo, oltre ad avere una impronta carbonica più bassa, il sito godrà anche di numerosi benefici lato SEO e UX: scopri altri motivi per cui è importante avere un sito veloce.
Utilizza uno screen saver delle pagine web
Alcuni siti web stanno iniziando ad integrare una funzionalità interessante, che contribuisce alla riduzione dell’impronta carbonica. Se la pagina web non viene navigata per più di un minuto, ma resta aperta all’interno del browser, si attiva uno screen saver.
Allo stesso modo di altri dispositivi che già lo utilizzano, lo screen saver è di colore scuro: in questo modo il consumo per la luminosità è ridotto al minimo, e la schermata presenta un messaggio chiaro e diretto sul risparmio energetico e sull’impatto ambientale.


Conclusione: verso siti web più eco-friendly
Man mano che la tecnologia evolve e il nostro mondo diventa sempre più digitalizzato, il bisogno di minimizzare l’impatto ambientale del settore IT diventa sempre più pressante.
Il viaggio verso un web più verde è una sfida collettiva che richiede un impegno congiunto sia degli utenti, sia dei proprietari di siti web, nel fare scelte informate e consapevoli.
Con l’adozione di pratiche sostenibili, dalla scelta di hosting ecologici all’ottimizzazione dei contenuti, possiamo tutti contribuire a ridurre l’impronta carbonica dei nostri siti web: insieme possiamo fare la differenza, garantendo che il progresso tecnologico proceda di pari passo con la tutela dell’ambiente.
In questo momento di svolta, la domanda non è se possiamo permetterci di rendere il nostro sito web più sostenibile, ma se possiamo permetterci di non farlo in futuro.
In Antartika, agenzia di digital marketing, possiamo valutare l’impronta carbonica del tuo sito web per individuare le aree di miglioramento, implementando strategie efficaci per ridurre l’impatto ambientale della tua realtà online e comunicare in modo green.
Contattaci per scoprire come rendere il tuo sito web più sostenibile per l’ambiente!
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