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Cos’è l’impronta carbonica e a cosa serve?
“L’impronta carbonica (anche: impronta di carbonio, o in inglese: carbon footprint) è un parametro che viene utilizzato per stimare le emissioni gas serra causate da un prodotto, da un servizio, da un’organizzazione, da un evento o da un individuo, espresse generalmente in tonnellate di CO2 equivalente (ovvero prendendo come riferimento per tutti i gas serra l’effetto associato alla CO2, assunto pari a 1).”
Wikipedia
In parole più semplici, l’impronta carbonica rappresenta uno strumento essenziale per capire quanto le nostre azioni quotidiane, dalla guida in auto al consumo di energia elettrica, influenzano l’ambiente attraverso le emissioni di gas serra, i principali responsabili del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici.
Calcolare l’impronta carbonica permette di quantificare con precisione l’impatto ambientale dei singoli comportamenti personali, delle aziende, dei vari prodotti o di interi paesi, in termini di tonnellate di CO2 – equivalente emesse nell’atmosfera.
Questo calcolo si traduce in un punto di partenza per individuare le aree di miglioramento in cui è possibile intervenire, con l’obiettivo di ridurre il nostro impatto sul cambiamento climatico e proteggere il pianeta per le generazioni future.
In questo articolo non entreremo nel dettaglio di come si calcola la carbon footprint, ma ci focalizzeremo sull’impronta carbonica generata dall’uso di Internet, esplorando in maniera approfondita quali aspetti considerare per minimizzare la nostra carbon footprint digitale, per essere più responsabili e consapevoli delle nostre attività online.
L’impronta carbonica digitale di Internet
“Se Internet fosse una nazione, sarebbe la quarta più grande per emissioni.”
Sustainable Web Manifesto
Internet consuma una quantità enorme di energia. Ma com’è possibile?
Per mantenere e conservare le informazioni direttamente presentate sul World Wide Web, esistono enormi database, server, storage e data center sparsi in tutto il mondo.
In altre parole, tutto ciò che utilizziamo su ogni dispositivo digitale:
- la visione dei video in streaming;
- l’ascolto della musica in streaming;
- le interazioni sui social media;
- l’uso di mail, chat e videochiamate;
- i giochi online, etc.
È reso possibile grazie all’esistenza dei data center, della rete di connessione e dei dispositivi che possediamo (la cui creazione, a loro volta, ha generato emissioni di CO2).
Spesso la produzione dell’energia elettrica necessaria per alimentare la rete internet coinvolge fonti fossili, generando una notevole quantità di emissioni di CO2. Globalmente, l’impronta di carbonio della rete ammonta a ben 1,6 miliardi di tonnellate annue di gas serra all’anno, pari a circa il 3.7% delle emissioni mondiali.
In questo grafico possiamo osservare il confronto di emissioni gas serra tra i vari settori.

Ad ogni modo, molti dei più grandi data center si stanno già alimentando attraverso l’energia green: negli ultimi dieci anni questo settore è stato uno dei principali promotori dell’approvvigionamento di energia rinnovabile. Nel 2020, i giganti della tecnologia come Amazon, Google e Facebook sono stati tra i primi dieci acquirenti di energia pulita.
Per esempio, anche Google Cloud vanta alcuni primati mondiali:
- nel 2007 è diventata la prima grande azienda a diventare carbon neutral;
- nel 2017 è stata la prima grande azienda al mondo ad abbinare il proprio consumo energetico con energia rinnovabile al 100%;
- entro il 2030 ha l’obiettivo di utilizzare energia priva di emissioni di carbonio, su tutta la sua rete globale di data center.

L’impronta carbonica dei siti web
Per esistere online, un sito web deve essere ospitato su un server, chiamato hosting. Quest’ultimo è inserito nei data center: letteralmente, l’hosting può essere tradotto come “server che ospita”, poiché fornisce l’infrastruttura necessaria per far funzionare un sito web.
Dall’altra parte della connessione di rete, l’utente (o client) effettua una richiesta digitando l’indirizzo del sito web nel browser (ad esempio www.antartika.it). Questa richiesta viene inoltrata ai server hosting di Antartika, che restituiscono il contenuto del sito web corrispondente al dominio richiesto.

Quindi da un lato ci sono i clients, ossia noi e i nostri dispositivi, che fanno una richiesta, ossia la visita di un sito web; dall’altro lato c’è un server che risponde, attraverso un sito web, e tra questi elementi esiste la rete, che permette di comunicare tra le parti.
Ogni sito web, di conseguenza, possiede una propria impronta carbonica. Questa può essere ottimizzata, con lo scopo di ridurre il più possibile le emissioni di gas serra. Ne parliamo qui: “Carbon Footprint dei siti web: come e perché renderli più sostenibili.”
Suggerimenti per ridurre la propria impronta carbonica digitale
Tendiamo troppo spesso a dimenticarcene, ma ogni ricerca effettuata sul web, ogni email inviata o ricevuta, ogni aggiornamento di stato sui social network, comporta un consumo di energia elettrica e, di conseguenza, l’emissione di gas serra.
Per contribuire alla riduzione delle emissioni, consapevoli di quanto letto finora, l’indicazione migliore da seguire sarebbe di “ritornare alle origini”, o meglio, “go back to the roots”. È chiaro però che non possiamo tornare ai tempi in cui Internet non esisteva: oggi la rete è indispensabile per innumerevoli attività della nostra vita quotidiana.
Eppure, ci può essere qualcosa da fare per contribuire: proviamo a stilare un elenco pratico, semplice e utile di azioni (non esaustivo) che ognuno di noi può implementare ogni giorno.
Riduci la circolazione delle email
Facciamo un esempio pratico. Hai mai ricevuto una email alla quale avresti risposto solo con “grazie”? Ecco, in questo caso vale la pena non rispondere – il messaggio non contiene informazioni strettamente necessarie per il destinatario. Il ringraziamento è alla base del bon ton, ma non in quello digitale, dove un ringraziamento può comportare più inquinamento!
“If every adult in the UK sent one less “thank you” email, it could save 16,433 tonnes of carbon a year – the equivalent to taking 3,334 diesel cars off the road.”
Fonte: bbc.com
Valuta il numero di destinatari via email
Seleziona con cura il numero di destinatari nelle email, limitando gli invii di massa in CC.
Evita di inviare allegati (quando possibile)
Se devi inviare una email con degli allegati presenti online in qualche sito (ad es. pdf o immagini), condividili via link piuttosto di scaricarli: in questo modo puoi alleggerire notevolmente il peso del messaggio, senza omettere le informazioni necessarie.

Seleziona con cura le tue newsletter
Ogni email che ricevi aumenta l’impronta di carbonio: una newsletter che contiene una sola foto produce circa 50g di CO2. Annullare l’iscrizione a tutte le newsletter che non leggi farà la differenza per il pianeta, così come per la tua casella di posta.
Preferisci i messaggi rispetto alle email
Inviare messaggi via chat, ad esempio su WhatsApp, Messenger, Telegram, Viber e Slack, oppure tramite SMS, inquina meno rispetto alle email. Da un recente studio emerge che:
- inviare una email con un allegato da 1 MB, ad un solo destinatario, emette 3,3 g di CO2e;
- inviare un breve messaggio senza allegati, a 10 diversi destinatari, emette 4,9 g di CO2e.
Risparmia il tuo spazio nel Cloud
Riduci l’utilizzo del cloud e favorisci l’archiviazione su hard disk fisici: ricordati inoltre di effettuare una pulizia regolare dei tuoi file online, così come la fai nel tuo spazio reale.
Chiudi finestre e schede del browser
Limita al minimo le finestre e le schede aperte nel tuo browser, e chiudi sempre quelle che non stai utilizzando da almeno 10 min. Potrai sempre riaprirle quando ti serviranno di nuovo.
Abbassa la luminosità degli schermi
Diminuendo la luminosità degli schermi dal 100% al 70% è possibile risparmiare fino al 20% di energia utilizzata, traducendosi in un buon risparmio di carbonio (e di costi).
Spegni i dispositivi non in utilizzo
Il concetto è lo stesso delle schede del browser: se hai un dispositivo che non stai utilizzando ma è impostato in stand-by, è meglio spegnerlo del tutto.
Elimina gli account online non attivi
Elimina tutti gli account online che non utilizzi. Questi occupano spazio in un qualche data center nel mondo, a prescindere dal fatto che vengano utilizzati o meno.
Riduci le videochiamate o videoconferenze
Fare videochiamate o videoconferenze con la telecamera spenta riduce notevolmente l’emissione di gas serra: quindi, se possibile, spegni la telecamera per ridurre l’impronta carbonica o, meglio ancora, preferisci una telefonata.
Fai attenzione ai servizi in streaming
Evita di ascoltare musica o guardare film in streaming: piuttosto, scarica i file su uno storage locale (sul cellulare, sul computer o sul tablet). Nel 2020 lo streaming di contenuti video di lunga durata ha rappresentato circa il 45% del traffico Internet totale, con 55 g di CO2 generati per utente e per ogni ora di streaming. Spotify conferma che lo streaming degli utenti rappresenta il 42% delle 353.000 tonnellate di CO2 che produce ogni anno.
Limita l’utilizzo dei social media
Riduci il tempo dedicato ai social media. Secondo una classifica di Greenspector, le emissioni di gas serra correlate ai social media variano in quest’ordine:

Per ulteriori dettagli, esistono anche dei calcolatori di carbon footprint specifici per i social media, come Social Carbon Footprint Calculator.
Preferisci i libri e i giornali online
Leggere notizie o libri online produce meno gas serra rispetto allo stesso contenuto su carta.
Conclusione: verso un futuro digitale sostenibile
Nel corso di questo articolo abbiamo esplorato l’impronta carbonica legata all’uso di Internet, svelando il profondo impatto ambientale dei nostri comportamenti digitali.
Abbiamo scoperto come, nonostante l’enorme consumo energetico e la produzione di gas serra delle infrastrutture di Internet, ci sono alcuni piccoli passi concreti che possiamo intraprendere per ridurre queste emissioni.
La transizione verso l’energia rinnovabile dimostra un impegno crescente verso la sostenibilità, ma il percorso verso un Internet a zero emissioni è ancora lungo. La responsabilità non ricade solo sui giganti della tecnologia, ma su tutti noi.
Guardando al domani, l’integrazione della sostenibilità nelle pratiche digitali non sarà più solo una scelta etica, ma una necessità. La consapevolezza è il primo passo: conoscere l’impronta carbonica dei nostri comportamenti online ci permette di prendere decisioni migliori, non solo per noi ma per il pianeta.
In Antartika, agenzia di web marketing, poniamo grande attenzione alla sostenibilità digitale per le aziende: offriamo soluzioni per ridurre l’impatto ambientale online, dalle strategie di ottimizzazione dei siti web all’implementazione di pratiche più eco-friendly.
Contattaci per scoprire come diventare un’azienda più verde nel mondo digitale!
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