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Che cos’è l’inserimento dinamico di parole chiave?
Conosciuto anche come Dynamic Keyword Insertion o DKI, l’inserimento dinamico delle parole chiave in Google Ads (ex AdWords) è una funzione che include automaticamente nel testo dell’annuncio la parola chiave che l’ha attivato.
Questa automazione può essere utilizzata inserendo il seguente snippet di codice all’interno dell’annuncio:
{KeyWord:Parola chiave}
Google Ads lo sostituirà automaticamente con la parola chiave che corrisponde alla query dell’utente. Nel caso questa superi i limiti di caratteri previsti per i titoli degli annunci, Google Ads utilizzerà la parola chiave indicata tra le parentesi graffe.
Ad esempio, potremmo creare un gruppo di annunci contenente le keyword “web agency vicenza”, “web agency padova” e “web agency verona” e impostare un annuncio con inserimento dinamico della parola chiave nel titolo:

In questo modo Google Ads sostituirà lo snippet di codice nel titolo con la parola chiave che attiva l’annuncio. Ad esempio, se un utente cercasse “web agency a vicenza”, Google gli mostrerebbe il seguente annuncio:

Se invece un altro utente cercasse “web agency a padova”, Google Ads modificherebbe l’annuncio pubblicato inserendo la keyword che corrisponde ai termini di ricerca usati dall’utente:

Nel caso non fosse possibile inserire la parola chiave che ha attivato l’annuncio (ad esempio quando la keyword è troppo lunga), Google Ads userà quella che abbiamo indicato all’interno delle parentesi graffe:

Possiamo inoltre modificare lo snippet in vari modi per impostare l’uso delle lettere maiuscole:
- {keyword:} per mantenere l’intero testo in minuscolo (“web agency vicenza”);
- {Keyword:} per ottenere una frase con iniziale maiuscola (“Web agency vicenza”);
- {KeyWord:} per fare in modo che tutte le parole inizino con una lettera maiuscola (“Web Agency Vicenza”).
Vantaggi della funzione Keyword Insertion
1. Aumento del CTR
Modificando automaticamente il testo in base ai termini di ricerca usati dall’utente, gli annunci che usano l’inserimento dinamico di parole chiave risulteranno più utili e pertinenti, favorendo un aumento del CTR (la percentuale di clic) e migliorando così il punteggio di qualità delle keyword.
L’utente infatti sarà più propenso a cliccare sull’annuncio se il testo si avvicina alla query di ricerca che ha utilizzato.
2. Risparmio di tempo
Creare annunci specifici per ogni keyword è un’operazione complessa e molto lunga. Usare questo tipo di automazione permette di ottenere annunci pertinenti e utili all’utente con un minore sforzo e in tempi brevi.
Problemi dell’inserimento dinamico di parole chiave
Come ogni tipo di automazione, l’inserimento dinamico di parole chiave ha le sue criticità e rischia di apportare più danni che benefici se usato con scarsa attenzione.
1. Annunci generici a causa di Long-Tail Keywords
Se un gruppo di annunci contiene principalmente parole chiave a coda lunga, è probabile che queste superino il limite di caratteri degli annunci.
In questo caso, Google Ads utilizzerebbe sempre la keyword indicata tra le parentesi graffe dello snippet (non potendo inserire le parole chiave specifiche in quanto troppo lunghe) e gli annunci pubblicati risulterebbero generici e poco interessanti per l’utente.
2. Annunci con errori nel testo
Lo strumento “Anteprima e diagnosi annunci” fornito da Google Ads è molto utile per individuare eventuali errori nel testo degli annunci.
Ad esempio, se il gruppo contiene keyword con errori ortografici, questi si presenteranno anche nel testo dell’annuncio, rovinando la prima impressione nei confronti dell’utente.
Inoltre, se lo snippet di codice per l’inserimento dinamico venisse usato in modo errato, si potrebbero ottenere risultati come l’annuncio di seguito:

3. Annunci con nomi di competitor
La Dynamic Keyword Insertion è assolutamente da evitare se sono stati inseriti tra le parole chiave anche i brand o i prodotti dei competitor: nel testo dell’annuncio apparirebbe il nome del concorrente e potremmo incorrere in problemi legali.
4. Annunci poco pertinenti a causa della corrispondenza generica
È importante ricordare che all’utente viene mostrata la parola chiave che ha attivato l’annuncio e non la sua query di ricerca. Se il gruppo di annunci contiene keyword a corrispondenza generica, è possibile che queste vengano attivate senza che ci sia un’effettiva coincidenza con la ricerca dell’utente.
Ecco perché è sempre fondamentale analizzare tutte le parole chiave presenti nell’Ad group e testare i risultati utilizzando lo strumento “Anteprima e diagnosi annunci” fornito da Google Ads.
Un’altra operazione importante è la creazione di una lista completa di parole chiave a corrispondenza inversa da mantenere costantemente aggiornata (come spiegato nel nostro precedente articolo sulle keyword negative) per evitare che gli annunci vengano attivati da ricerche non pertinenti.
In conclusione, l’inserimento di parole chiave di Google Ads è sicuramente una funzione automatica molto utile agli inserzionisti, ma può diventare dannosa se utilizzata in modo superficiale.
Usando gli strumenti di anteprima forniti da Google e analizzando attentamente le parole chiave nel gruppo, è possibile generare annunci molto specifici e pertinenti che contribuiranno a migliorare le performance della campagna PPC.
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