Comprendere i report Google Ads: qual è un buon CTR / CPC / Tasso di conversione?

cpc ctr googleads Antartika

Indice dell'articolo

Google Ads (in precedenza Google AdWords) fornisce agli inserzionisti una quantità significativa di dati relativi alle loro campagne PPC (Pay Per Click), come ad esempio:

  • CTR (Click-Through Rate), o percentuale di clic;
  • CPC (Cost Per Click) medio;
  • Tasso di conversione.

Ma come è possibile valutare le performance delle proprie campagne Google Ads? Quali sono dei buoni valori di CTR, CPC e Tasso di conversione?

In questo articolo riportiamo dati tratti da diverse fonti e presentiamo in particolare i risultati di due ricerche di Wordstream:

CTR: cosa significa?

Il CTR (o Click-Through Rate) in Google Ads indica la percentuale di clic sugli annunci, ovvero il rapporto tra

  • il numero di clic ricevuti dall’annuncio e
  • il numero di volte in cui l’annuncio viene pubblicato (impression).

Il CTR viene quindi calcolato in questo modo:

CTR = clic / impression

Ad esempio, se una keyword registra 4 clic e 100 impression, il suo CTR sarà del 4%.

Qual è un buon CTR in Google Ads?

Analizzando diversi blog sull’argomento, si nota che molti inserzionisti e agenzie considerano buono un CTR medio sopra al 3-4% nelle campagne Search (rete di ricerca); per quanto riguarda le campagne Display, si nota invece la tendenza a considerare buoni i CTR che si aggirano intorno allo 0,3%.

Tuttavia, le campagne Search analizzate nella ricerca di Wordstream mostrano valori più alti, registrando un CTR medio del 6,66%: si tratta di un aumento rispetto ai risultati ottenuti nel 2018, quando era stato registrato un CTR medio del 3,17% nei vari settori.

Analizzando i settori specifici, le performance migliori sono state registrate da “Arti e intrattenimento” (con un CTR medio di 13,10%), mentre i dati peggiori riguardano il settore “Dentisti e servizi odontoiatrici” (CTR a 5,44%).

ctr medio campagne search
Fonte: Wordstream, 2025

Per quanto riguarda la rete Display, è stato registrato un CTR medio di 0,46%: le performance migliori sono state registrate dal settore “Immobiliare” (1,08%) mentre i dati peggiori riguardano il settore “Tecnologia” (0,39%).

ctr medio display
Fonte: Wordstream, 2018

Oltre al settore in cui si opera, per valutare il CTR della propria campagna Search è importante considerare anche il tipo di corrispondenza usato per le keyword: una parola chiave in corrispondenza generica molto probabilmente registrerà un CTR inferiore rispetto ad una keyword in corrispondenza esatta.

Un consiglio: il CTR può essere una buona metrica per comprendere l’efficacia dei propri annunci, ma non dà nessuna informazione sulla qualità del traffico generato da questi click.
Non soffermarti mai solo sul CTR per valutare il rendimento di keyword e annunci, ma analizza con attenzione anche i dati relativi al comportamento degli utenti dopo il click (ad esempio, durata media della sessione, pagine per sessione, frequenza di rimbalzo, conversioni), che puoi registrare implementando il monitoraggio con Google Analytics 4 (GA4).

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    CPC: cosa significa?

    Il CPC (Costo Per Clic) è l’importo che viene addebitato per il clic sull’annuncio.

    Qual è un buon CPC in Google Ads?

    È difficile individuare un CPC medio che possa essere considerato buono per qualsiasi campagna Google Ads, in quanto ogni inserzionista deve valutare non solo la concorrenza nel proprio settore, ma soprattutto se il Costo per Click delle keyword è in linea con i propri obiettivi in termini di costo per conversione.

    Le campagne analizzate dalle ricerche di Wordstream hanno registrato CPC medi di 5,26$ nella rete Search e di 0,63$ su rete Display.

    Per quanto riguarda la rete Search, i valori più alti sono stati raggiunti dal settore “Servizi legali” (CPC medio di 8,58$), mentre i valori più bassi sono stati registrati dal settore “Arti e intrattenimento” (1,60$).

    cpc medio campagne search
    Fonte: Wordstream, 2025

    Per quanto riguarda la rete Display, i valori più alti sono stati raggiunti dal settore “Incontri e annunci personali” (1,49$), mentre tutti gli altri settori hanno registrato CPC medi inferiori al dollaro.

    cpc costo per click medio display
    Fonte: Wordstream, 2018

    Ulteriori dati interessanti sui CPC in Google Ads vengono evidenziati da una ricerca svolta da SEOZoom: lo studio ha portato alla creazione di un elenco delle keyword più costose in Google Ads per il 2016 e ha dimostrato che il CPC medio annuo di alcune keyword ha raggiunto addirittura i 47 euro (la parola chiave più costosa del 2016 è stata “casino online”, con un CPC medio annuo di 47,62€).

    In generale i CPC su Google Ads continuano a crescere di anno in anno: l’87% dei settori ha registrato aumenti dei costi nel 2025, in alcuni casi anche molto significativi. Questa tendenza, già riscontrata negli anni precedenti, è legata soprattutto alla concorrenza crescente e a SERP sempre più “affollate” e instabili.

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    In generale i CPC su Google Ads continuano a crescere di anno in anno: l’87% dei settori ha registrato aumenti dei costi nel 2025, in alcuni casi anche molto significativi. Questa tendenza, già riscontrata negli anni precedenti, è legata soprattutto alla concorrenza crescente e a SERP sempre più “affollate” e instabili.E ricevi i nostri consigli e approfondimenti su novità e strumenti di Digital Marketing.

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      Tasso di conversione: cosa significa?

      Il Tasso di conversione in Google Ads indica il rapporto tra:

      • il numero di conversioni registrate e
      • il numero totale di interazioni con l’annuncio.

      Il Tasso di conversione viene quindi calcolato in questo modo:

      Tasso di conversione = conversioni / interazioni totali

      Ad esempio, se una keyword registra 4 conversioni e 100 interazioni, il suo tasso di conversione sarà del 4%.

      Qual è un buon Tasso di conversione in Google Ads?

      Come si legge in diversi blog sull’argomento, molti inserzionisti e agenzie considerano buono un tasso di conversione sopra il 2% o 3%, da valutare a seconda del settore di riferimento e dell’azione monitorata come conversione.

      Le campagne analizzate da Wordstream hanno registrato un Tasso di conversione medio del 7,52% per la rete Search e dello 0,77% per la rete Display: anche in questo caso la rete Search ha registrato un aumento rispetto ai valori del 2018, quando era stato registrato un Tasso di conversione medio del 3,75%.

      Il miglior tasso di conversione su rete Search è stato raggiunto dal settore “Automotive – Riparazione, Assistenza, Ricambi” (14,67%), mentre il valore peggiore è stato registrato dal settore “Servizi finanziari e assicurativi” (2.55%).

      tasso conversione medio campagne search
      Fonte: Wordstream, 2025

      Per quanto riguarda la rete Display, il settore “Incontri e annunci personali” ha raggiunto il tasso di conversione migliore (3,34%), mentre i valori più bassi sono stati registrati dal settore “Prodotti per la casa”(0,43%).

      tasso conversione medio display
      Fonte: Wordstream, 2018

      I valori medi registrati da Wordstream sembrano essere superiori rispetto a quanto rilevato nel 2023 da una ricerca di VWO riferita nello specifico agli e-commerce che ha evidenziato un tasso di conversione medio del 2,2%.

      Chiaramente il proprio tasso di conversione su Google Ads va valutato in base non solo al settore in cui si opera, ma anche all’azione tracciata: il completamento di un acquisto online avrà una rilevanza maggiore rispetto alla semplice visualizzazione di una pagina strategica.

      Riflessioni finali

      In questo articolo abbiamo cercato di riportare alcuni dati che gli inserzionisti possono usare come benchmark per valutare le performance della propria campagna Google Ads. A questo link è possibile analizzare i dati di Wordstream aggiornati per i vari settori e visualizzare il confronto anno su anno.

      Rimane comunque difficile individuare dei valori “buoni” in assoluto per qualsiasi campagna Google Ads: è importante ricordare sempre che la valutazione del proprio CTR, CPC e Tasso di conversione dipende da molti fattori come il settore di riferimento, il tipo di ricerca che si desidera intercettare, le azioni scelte come conversioni e i propri obiettivi in termini costo per conversione.

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